dispositivi di assicurazione

I dispositivi di assicurazione in arrampicata

Quando iniziai ad arrampicare verso la metà degli anni 80 i dispositivi di assicurazione per l’arrampicata erano principalmente tre: discensore a otto, piastrina gi-gi e mezzo barcaiolo. Da quella volta si sono fatti passi da gigante sul versante sicurezza e oggi il mercato offre un ampia gamma di dispositivi di assicurazione concepiti per scopi e situazioni diverse. Per chi pratica l’ alpinismo e l’arrampicata sportiva anche in modo occasionale è fondamentale conoscere le diverse tipologie di dispositivi di assicurazione esistenti oggi per fare le scelte giuste in base al tipo di utilizzo che ne andremo a fare.

A grandi linee il mercato dei dispositivi di assicurazione si divide in due gruppi, la famiglia dei così detti “secchielli” e quella dei “dispositivi a bloccaggio assistito”.

I dispositivi di assicurazione in arrampicata: guida alla scelta

  • Il secchiello è il dispositivo costruttivamente è molto semplice. L’effetto frenante è determinato dalla frizione della corda nel passaggio nelle gole ricavate nel dispositivo stesso. Per generare l’effetto frenante è determinante impugnare e trattenere con la mano la corda sul lato frenante. Il capostipite di questi dispositivi è l’ATC Guide di Black Diamond, tuttora in commercio anche se perfezionato. Dispositivi come l’ATC oppure il Reverso 4 di Petzl, offrono la così detta “modalità guide”, ovvero la possibilità di assicurare dall’alto un compagno in modalità autobloccante, rendendo così il recupero del secondo di cordata agevole e sicuro. Altri dispositivi sempre della tipologia a secchiello come il DMM Pivot o il BeUp di CT Climbing Technology hanno introdotto funzionalità aggiuntive allineandosi alla produzione di corde e mezze corde sempre più sottili. Questi ultimi sono omologati per l’utilizzo con corde di diametro molto ridotto (fino a 7.3mm). Risultati fino a qualche anno fa inimmaginabili!

Dove usare i secchielli

I secchielli in generale vengono preferiti in attività di carattere alpinistico dove è importante arrestare il volo in modo “dinamico”, attraverso lo scorrimento della corda nel dispositivo di assicurazione al fine di non sollecitare troppo le protezioni posizionate sulla via e gli ancoraggi di sosta.

  • Dispositivi a bloccaggio assistito. Non si parla di bloccaggio automatico ma di assistito! (assistito dall’azione frenante della mano lato corda, indispensabile per far bloccare correttamente il dispositivo), vede come dispositivo più diffuso in assoluto (80% del mercato) il Grigri2 di Petzl. Il Grigri2 è facile ed intuitivo da usare, soprattutto per fare  sicura ad un compagno che arrampica con la corda dall’alto, rendendolo uno dei dispositivi più funzionali per l’arrampicata sportiva.Tuttavia questo dispositivo non è così facile da usare come il secchiello e per dare corda velocemente al primo necessita di una certa pratica per essere usato in massima sicurezza. Altri assicuratori a bloccaggio assistito come il Click Up di CT Climbing Technology hanno introdotto funzioni che rendono il freno più sicuro da usare anche in mani non esperte. Il recente Matik di Camp (attualmente il più costoso in commercio) ha introdotto funzionalità aggiuntive come l’antipanico che permette il blocco della corda nel dispositivo anche nel caso in cui chi fa sicura agisca bruscamente o in modo errato durante la calata.

Dove usare i dispositivi a bloccaggio assistito

Dispositivi che danno il meglio di se nell’utilizzo in falesia: assicurazione con la corda dall’alto in “moulinette” e del “primo” su monotiri a spit. L’utilizzo di questi dispositivi su vie di più tiri a spit (multipitch) non è molto consigliato mentre é assolutamente sconsigliato su monotiri e vie di più tiri alpinistiche in stile Trad con protezioni tradizionali (chiodi, nuts e friends).

dispositivi di assicurazione

Menzione a parte per il sempre verde “nodo mezzo barcaiolo”, un nodo frenante che può essere applicato facilmente ad un moschettone per assicurare, calare, bloccare un compagno legato alla corda. Per essere utilizzato, questo dispositivo di assicurazione necessita sostanzialmente di un moschettone con forma ampia da poter alloggiare il nodo, il così detto moschettone HMS e, ovviamente, la corretta esecuzione del nodo. Il costo? ovviamente nessuno a parte il moschettone, visto che non si tratta di un vero e proprio dispositivo.

A questo link puoi trovare una vasta scelta di dispositivi di assicurazione a prezzi davvero interessanti.

Infine una curiosità: il nodo mezzo barcaiolo è noto in tutto il mondo come “italian hitch” in onore al fatto che tale nodo è stato studiato e poi promosso per un suo utilizzo in montagna dal Club Alpino Italiano e, in particolare, dalla sua Commissione Centrale Materiali e Tecniche.

Articolo scritto in collaborazione con lo staff di Sestogrado.

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