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Alla Venedigerhaus con la famiglia

Uno dei più bei week end in montagna con la mia famiglia l’ho passato alla Venedigerhaus. Era settembre del 2008 quando ci regalammo un paio di giorni in questo rifugio situato ai piedi del Grossvenediger, in una delle valli più belle e spettacolari degli Alti Tauri.

Ricordo ancora l’entusiasmo della sera prima di partire dopo aver visto per l’ennesima volta le previsioni del tempo; almeno per il week end non c’erano dubbi, ci aspettavano un paio di giornate di sole con totale assenza di nubi.

Era da tempo che avevo in mente di fare un salto alla Venedigerhaus, dalle poche foto che avevo visto mi ero fatto l’idea che quello doveva essere proprio un posto da non perdere.

Partenza per la Venedigerhaus

L’indomani, dopo tre ore abbondanti di viaggio, arrivammo alla Matreier Tauernhaus, un antica locanda posta all’ingresso della valle che porta alla Venedigerhaus. Era già pomeriggio inoltrato quando ci incamminammo, accarezzati dal dolce tepore degli ultimi raggi di sole della giornata. Dalla Matreier Tauernhaus una lunga strada sterrata si inoltra in una valle incantevole percorsa da un vivace fiume dove si convogliano le grigie acque di fusione del grande ghiacciaio che si vede lontano in fondo alla valle. Tutt’intorno il sole ormai basso creava spettacolari giochi di luce lungo le ripide dorsali di queste verdissime montagne mentre il rumore dei campanacci delle mucche era una musica costante per le nostre orecchie. All’altezza di Aussergschloss, circa a metà del tragitto, vedevamo il grande ghiacciaio di Schlaten, che scende dalle alte cime del Grosvenediger, dominare l’orizzonte sempre più prepotente con le sue bianche distese di ghiaccio e neve. Quando arrivammo ad Innergschloss il sole era ormai sceso da un po’ dietro chissà quale montagna. E’ proprio in questo caratteristico villaggio di piccole case in legno che si trova la Venedigerhaus e dove avremmo passato la notte.

Venedigerhaus

Nei pressi della Venedigerhaus

Dopo aver mangiato qualcosa, il gestore del Venedigerhaus ci accompagnò a vedere la nostra sistemazione. Ricordo ancora con piacere la cameretta dove abbiamo dormito, era una piccola stanza molto vissuta all’interno di una casetta adiacente il rifugio, le pareti erano di pietra e per terra il pavimento in legno scricchiolava ad ogni passo. Una flebile luce proveniente da una piccola lampadina illuminava debolmente ogni cosa all’interno della stanza. Faceva particolarmente freddo quella sera, non c’era il riscaldamento ed eravamo a 1700 soli in una piccola casetta proprio sotto un grande ghiacciaio. Quando mi infilai sotto le coperte avvertii subito una bella sensazione di calore e di protezione. Condividere insieme alla mia famiglia questa atmosfera da altri tempi, in un posto così lontano da tutto, mi ha fatto sentire veramente bene e in pace con me stesso. Alla fine mi addormentai con la consapevolezza che l’indomani sarebbe stata un’altra bellissima giornata da trascorrere insieme in mezzo a tanta bellezza.

Se siete interessati a vivere questa esperienza ecco la scheda con tutte le info: http://www.ilmountainrider.com/itinerari/venedigerhaus-gletscherweg/

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