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Il Campeggio in montagna di Corrado e Franco

Mi sembra doveroso aprire questa rubrica dedicata all’illustre sconosciuto con un personaggio che sicuramente ha contribuito alla scoperta della mia passione per la montagna. Corrado Zambon, la persona che oggi vi voglio far conoscere, è un omone grande e buono, di poche parole e tanti fatti.

Lui e Franco, che da non molto tempo ci ha purtroppo lasciati, sono stati i promotori per molti anni di un’iniziativa molto amata dai ragazzi del mio paese della mia generazione. Loro due, dai primi anni 80 fino agli inizi degli anni 90, ogni estate organizzavano, nel mese di luglio, un campeggio in montagna dedicato ai giovanissimi dai 7 ai 18 anni. Questa iniziativa ha avuto fin da subito un notevole successo, fino a diventare una vera e propria istituzione. Ho già condiviso in un recente post il mio apprezzamento per questa bellissima iniziativa.

A più di vent’anni di distanza sono tornato da Corrado per rivivere, con questa breve intervista, quei giorni di campeggio in montagna per me indimenticabili.

FABRIZIO: Come è nata l’idea del campeggio in montagna?

CORRADO: Don Giovanni Perin, allora parroco di Dardago, un bel giorno parlò a me e a Franco di questa idea. Ed è così che quell’estate, con molto entusiasmo, fu organizzato il primo campeggio a Paluzza. Non sapevamo ancora che quello del 1982, sarebbe stato il primo di ben 10 campeggi, svolti in varie località montane della nostra regione.

FABRIZIO: Come vi dividevate i compiti tu e Franco per gestire al meglio trenta o più ragazzini scalmanati per due settimane?

CORRADO: Franco organizzava la vita del campo, si occupava della cucina e degli approvvigionamenti alimentari. Io pensavo a stancare i ragazzi portandoli quasi tutti i giorni a fare delle lunghe escursioni in montagna, quelle che a te piacevano tanto. Tra me e Franco c’era un perfetto feeling e una grande stima reciproca. Inoltre gli stessi ragazzi, organizzati in squadre di corvè, guidate da un loro capogruppo, si occupavano a turno di svolgere alcuni servizi di cucina e di pulizia a beneficio dell’intera comunità.

FABRIZIO: Mi racconti qualche aneddoto entrato nella storia del campeggio in montagna?

CORRADO: I pidocchi!!! un anno nel giro di un paio di giorni tutti i bambini hanno cominciato a grattarsi la testa. Ricordo che ogni mattina scaldavamo un grande pentolone di acqua calda, che serviva per il risciaquo di tutte le teste dei piccoli campeggiatori. Tutta la trafila del lavaggio occupava circa un paio d’ore. Che paura invece quella volta in Val d’Arzino, quando un ragazzino ha rischiato di annegare in una pozza d’acqua in prossimità di una cascata! Un altra volta, proprio a te è successo che, mentre stavi posizionando delle pietre attorno al fuoco, una di queste ti è scivolata dalle mani andando a schiacciare il dito di un malcapitato compagno che in quel momento ti era vicino. Ho dovuto correre veloce a portarlo all’ospedale per i punti…

FABRIZIO: C’era poco da stare tranquilli insomma.

CORRADO: No poco, niente direi!!! Fai conto che ogni anno in quei 15 giorni perdevo dai 7 agli 8 chili di peso!

FABRIZIO: Ti ricordi quell’anno del campeggio a Collina, quanta pioggia !?

CORRADO: Pioggia da paura quella volta!!!. Aveva piovuto ininterrottamente da domenica a mercoledì. La sera di mercoledì, pioggia ancora più forte con tuoni e fulmini, tanto che sia io che Franco cominciavamo a pensare di dare forfait il giorno dopo. Fortunatamente avevamo posizionato tutte le tende nei punti più sicuri, perchè quella notte un vero e proprio torrente d’acqua piovana attraversò il campeggio per lungo. Poi quasi per miracolo il giorno dopo tutti uscirono dalle tende, senza essersi accorti di niente, baciati da uno splendido sole. Ricordo che ci volle l’intera giornata per far asciugare i vestiti, i materassini, i sacchi a pelo ecc…

campeggio in montagna

Collina: il giorno dopo la pioggia da paura!!!

FABRIZIO: Belle avventure!!! Hai mai avuto problemi con qualche genitore magari più protettivo di altri, visto che i loro figli venivano lasciati sotto la vostra responsabilità, in un ambiente privo di servizi e comodità?

CORRADO: Sinceramente, escluso qualche caso isolato, non abbiamo avuto grandi problemi di questo tipo, gli stessi genitori dimostravano ogni anno sempre più entusiasmo, riconoscenza e fiducia nei nostri confronti per questa bella iniziativa. Poi purtroppo anche per noi, soprattutto negli ultimi anni, la gestione e l’organizzazione del campeggio era diventata sempre più complicata, sia a livello di responsabilità che a livello burocratico. E’ così che io e Franco abbiamo di comune accordo deciso di chiudere con questa esperienza.

FABRIZIO: Per i ragazzi della mia generazione che hanno partecipato nel corso degli anni al vostro campeggio in montagna, il vivere certe esperienze a stretto contatto con la natura aveva un valore formativo?

CORRADO: Decisamente. I ragazzi in quei giorni vivevano allo stato brado, senza TV, senza tante comodità e mangiando solo quello che passava il convento. Solo la domenica a cavallo tra le due settimane, in occasione della visita dei genitori, era consentito consumare dolci, merendine e bibite gassate. Quel giorno veniva organizzata una grande festa con giochi per grandi e piccini.

FABRIZIO: Ricordi qualcosa di me in particolare?

CORRADO: Per molti le escursioni che organizzavo erano sempre troppo lunghe o faticose, ma non per te. Ricordo che durante queste escursioni ti piaceva un po’ isolarti a contemplare e osservare in silenzio la natura e le montagne che ti stavano intorno. Forse è in quei giorni che è nata la tua passione…

Corrado ha risposto alle mie domande con la spontaneità che lo caratterizza da sempre, descrivendo fatti e accadimenti con l’impeto di un grande fiume in piena. Alla fine mi ha salutato con una bella pacca sulla spalla!!!

Grazie Corrado

Grazie Franco

Campeggio

Corrado con noi “bocia”

 

 

 

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