arrampicata

Arrampicare? Sì, mi piace ancora…!

Ogni tanto mi domando se arrampicare mi piace ancora oppure no. Può capitare a tutti di riflettere sul perchè si fanno ancora certe cose, soprattutto se è già da tanto tempo che le si fa. E’ vero che a scalare ci vado sempre meno perché, purtroppo o per fortuna, ho un sacco di altre cose da fare nella vita ma forse, quella del tempo, è solo una scusa. In realtà so che è solo questione di motivazione. Tra famiglia, lavoro e impegni vari se la motivazione è forte il tempo per l’arrampicata lo si trova eccome…

Io sono una persona che ha bisogno di una grande libertà, e ho sempre considerato l’arrampicata più un’ espressione di libertà che uno sport vero e proprio. Arrampicare in falesia o in montagna per me è sempre stato legato anche al viaggiare, al conoscere posti nuovi e a cambiare stili di scalata. A pensarci bene, l’arrampicata mi ha dato tanto: mi ha fatto sognare, vivere delle esperienze uniche ma soprattutto mi ha fatto sentire libero e bene con me stesso. Anche adesso che ho passato i quaranta, e che tengo famiglia ci sono giorni, pochi per dire la verità, che l’arrampicata riesce ancora ad emozionarmi e a stupirmi. Giorni importanti, bellissimi, tutti per me dove vorrei gridare al mondo quanto sono fortunato a sentire e a vivere certe cose.

Motivazione e arrampicata: il mio caso

Un po’ come quando l’appetito vien mangiando, è fuori discussione che, per quanto riguarda l’arrampicata, quando si è in forma ci si diverte di più. Nel mio caso e con tutti i miei limiti la forma l’ho sempre raggiunta andando ad arrampicare in modo costante, in posti possibilmente nuovi o per me poco abituali, prediligendo l’arrampicata a vista rispetto al lavorato. Allenamento a secco e sale indoor nemmeno a parlarne!  Ho pieno rispetto per chi lo fa, ma non fa per me pur con la consapevolezza che mi farebbe solo un gran bene per alzare il livello.

cop 1Sono uno di quelli che ama particolarmente stare all’aria aperta e sopratutto frequentare tutte quelle falesie o quelle pareti che sono inserite in contesti naturali piacevoli dove anche l’occhio può avere la sua parte. Ogni inverno mollo corde e scarpette per lo scialpinismo e lo sci fuori pista. Soprattutto negli ultimi anni non se ne parla di rimettere le mani sulla roccia prima di maggio… C’è da dire che anche durante la bella stagione non ci penso due volte a lasciare  l’arrampicata a favore di qualche bel trekking o qualche giro in montagna con la famiglia. Insomma tutto questo per dire che  non mi sento per niente un fissato dell’arrampicata.

Essendo così altalenante spesso mi capita di avere poca voglia di andare ad arrampicare perché so già in partenza che senza allenamento e senza un po’ di costanza sono solo bastoni. Ogni volta..

Però alla fine ci vado lo stesso, forse perché sono abituato a farlo da una vita, o semplicemente sento di non poterne fare a meno. Altre volte ci vado solo per fare quattro chiacchiere con gli amici.

arrampicataPoi può succedere che, come per magia, il momento giusto arriva. Capita forse perchè riesco ad inanellare una decina di uscite ravvicinate fatte bene riacquistando, insieme alla forma, anche il vecchio feeling  con la roccia che credevo di aver perso.

Il giorno di grazia arriva quando meno me lo aspetto e magari non sono a Kalymnos o in Verdon ma  in una piccola falesia che ho da sempre trascurato perché bruttina e poco interessante. Un giorno dove mi diverto davvero perché il mio cervello si libera da mille scuse: sono poco allenato, fa troppo freddo, troppo caldo, gli appigli sono unti, le vie sono attrezzate male ecc…

Non conosco le vie di questa falesia perché l’ultima volta che ci sono stato ero un bocia. Arrampico a vista tutto il giorno senza nemmeno guardare la guida che riporta i gradi di difficoltà delle vie. Per una volta l’ho lasciata al buio, chiusa nella patella dello zaino. Dei gradi non mi frega niente perché quel giorno non ho voglia di perdermi con queste cose. Mi sento bene e scelgo le vie da salire guardandole solo dal basso secondo la mia ispirazione e in base ai miei limiti che ben conosco. Ho solo voglia di arrampicare lasciando che la mia fantasia si esprima sulla roccia senza alcun freno. Mi sento finalmente e completamente libero!

Quel giorno arrampico preciso, sento veramente di dare il massimo, riesco ad esprimere tutto quello che ho dentro finalmente senza riserve e stupidi calcoli. Mi sento incredibilmente leggero nel muovermi verso l’alto, vedo appigli che di solito non vedo e quando li stringo non vorrei mollarli più. Provo solo piacere, un grande piacere! Voglio solo che quel giorno non finisca mai…

La sera,  in macchina tornando a casa  nonostante la stanchezza mi sento gasato ancora come quando ero ragazzino. Devo solo fare un po’ di attenzione perché le mani sudate mi scappano facilmente dal volante. E’ da tanto tempo che non mi sentivo così felice mentre le emozioni corrono veloci nella mia testa. Allora capisco il perché continuo ad andare ad arrampicare anche quando non ne ho voglia e non sono allenato. E mi scopro ancora una volta così profondamente innamorato dell’arrampicata.

E a voi cosa vi spinge a continuare ad arrampicare? Emozioni? Grado? Sfida? Che altro?

5 commenti
  1. Andrea
    Andrea dice:

    Questo articolo è eccezionale. Si sentono le tue emozioni e la tua passione per la montagna e per quello che fai uscire dalla parole che hai scritto.
    Noi ci conosciamo (e per quanto mi riguarda sfortunatamente) da poco. Al contrario tuo l’arrampicata non è quello che prediligo. E’ da molto poco che mi sono avvicinato a essa, solo da qualche mese, e non lo faccio per il grado, per sfida o per passione. Mi piace, si, ma non quanto piace a te. Personalmente la faccio solo per aver “margine” per quando vado in ambiente a fare qualche via che obbliga tratti che non vanno oltre il quarto su roccia. L’anno scorso ho battuto in ritirata su qualche paretina poco sotto a qualche cima nelle nostre zone perché non mi sentivo sicuro. Quest’anno già alla prima uscita ho vissuto un paio di passaggi di terzo in sicurezza, in maniera piacevole e divertendomi. Ecco il perché dell’andare ad arrampicare in falesia. Un allenamento? Potremmo definirlo così… tu invece ce l’hai nel sangue e nel cuore, e si vede 😉 grande Fabrizio!

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Grazie per il commento Andrea. Devo dirti la verità che arrampicare è bello ma lo considero comunque un espressione del mio modo di vivere la montagna, non l’unico. Camminare, sciare o semplicemente passare la notte in qualche casera sperduta in montagna sono cose altrettanto belle che mi hanno dato e continuano a darmi tanto. Soprattutto da giovanissimo tutto il mio tempo libero lo dedicavo all’arrampicata. Si forse avrei potuto sicuramente fare di più ma non importa è andata così. Il tempo passa e di quei giorni molto è andato perso: i ricordi, molti amici che ormai non vedo più, i nomi delle vie, i posti che ho visto…Rimangono però certe sensazioni che sono sempre pronte a riemergere in determinate situazioni e condizioni. E’ questo che ho cercato di spiegare nel mio articolo. La cosa importante è fare le cose perché si sentono dentro e percorrere una propria strada. Una strada unica non condizionata da mode del momento e da cosa fanno gli altri. Per quanto riguarda te mi sembra che ci stai riuscendo piuttosto bene.:-)

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  2. Giacomo
    Giacomo dice:

    L’arrampicata è felicità e libertà, poi le cose non sempre vanno bene, alle volte si ha paura, scuse e sopratutto poca voglia di dare il massimo con un grosso carico di ansia addosso. però scopri presto che se riesci a dare tutto nonostante ansia da prestazione e paura, quel giorno scopri una delle piu belle gioie della vita.

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  1. […] con me sul fatto che la sicurezza in montagna non esiste al 100%. E non mi riferisco solo alle salite alpinistiche o alle discese con gli sci etichettate come “estreme”. A tutti i livelli, […]

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