cura dei piedi

Cura dei piedi durante e dopo il trekking

Argomento importante ma spesso sottovalutato è quello della cura dei piedi durante e dopo il trekking. Chiunque pratichi il trekking, che si tratti della passeggiata domenicale o dell’escursione di più giorni continuativi, si sarà sicuramente imbattuto almeno una volta in qualche problema legato al piede. Piedi stanchi, vesciche, distorsioni, alluce dolorante (soprattutto durante le lunghe discese), piedi gonfi per il caldo ecc…E’ incontestabile che quando i piedi stanno bene il benessere che ne deriva si ripercuote in tutto il corpo.

Quando camminiamo per i sentieri di montagna le nostre estremità inferiori devono sopportare infatti per periodi più o meno prolungati un movimento ripetitivo su terreno a volte scosceso ed instabile (ghiaia, erba, foglie secche ecc..). Oltre a camminare i piedi ci permettono di mantenere una posizione eretta e di di distribuire il nostro peso in modo equilibrato sul terreno.

Proprio a causa della sua funzione principale questa parte del corpo è sottoposta ad uno stress importante durante tutto l’arco della giornata. Ma come tutelare al meglio i nostri piedi durante e dopo la camminata?

cura dei piedi

Trekking: la cura dei piedi in 5 mosse

  • Calzature. La cura del piede inizia dalla calzatura. Una buona scarpa da montagna deve avvolgere bene il piede, essere traspirante, comoda ma allo stesso tempo precisa. La suola deve essere ben scolpita e non troppo dura (almeno per i trekking su sentiero senza neve). Per le uscite in giornata con zaino leggero su sentieri facili e ben battuti si privilegerà una scarpa bassa (trail running – approach) mentre per i trekking di più giorni con zaini più pesanti è meglio optare per una calzatura più strutturata (meglio se in pelle) che copra almeno il malleolo. Un buon compromesso è lo scarponcino Mid che garantisce un minimo di sostegno alla caviglia e al tempo stesso regala una buona mobilità. Lo scarpone alto classico con suola rigida (ramponabile) lo consiglio solo in alta montagna dove è non è raro trovare neve anche in estate oppure per affrontare sentieri poco battuti e lunghi ghiaioni. Se ti interessa approfondire questo argomento leggi: Come scegliere le scarpe da montagna ideali. Altra cosa da non sottovalutare è come allacciare le scarpe da montagna. Durante la salita è preferibile (nel caso di uno scarpone classico) lasciare leggermente laschi i lacci sul collo del piede. In questo modo il piede può piegarsi meglio in avanti. In discesa invece è meglio stringere assai bene i lacci dello scarpone per evitare che il piede possa muoversi in avanti all’interno dello scarpone. In questo modo unghie e caviglie ti ringrazieranno.
  • Calze. Non vanno assolutamente bene i calzini di cotone venduti dal marocchino di turno o i vecchi calzettoni di lana della nonna poco traspiranti e a rischio di vescica. Le calze specifiche per il trekking sono realizzate generalmente in materiali sintetici con dei rinforzi nelle zone di maggior attrito (punta e il tallone) e possono avere diverse lunghezze a seconda del tipo di scarpe che si indosseranno e diversi spessori a seconda delle condizioni climatiche e stagionali di impiego. Per le scarpe basse da trekking si useranno calzini corti che coprono appena il malleolo.Quelli di lunghezza media, che arrivano cioè almeno fino a circa metà polpaccio, si utilizzano in abbinamento a scarponi o scarponcini.La calza non deve essere troppo grande per evitare  scivolamenti del piede all’interno della scarpa favorendo cosi la formazione di vesciche e abrasioni.
  • Mantenere se possibile il piede sempre asciutto. L’attraversamento di un torrente, la rugiada, o anche semplicemente il sudore potrebbero costringerci ad avere il piede umido o addirittura bagnato per molte ore. Si tratta di una condizione stressante per la pelle che favorisce la formazione di batteri, cattivi odori, e slittamenti indesiderati all’interno della scarpa. Portare qualche paio di calze in più e un piccolo asciugamano sono accorgimenti da non sottovalutare, in particolare se percorriamo un percorso di più giorni. Mantenere il piede asciutto o anche semplicemente asciugarlo e cambiare la calza al termine della giornata sono piccoli ma preziosi accorgimenti per il benessere del piede.
  • Immergere i piedi in acqua fredda. Quando è possibile, è molto consigliabile, dopo aver camminato per parecchie ore di seguito togliere scarponi e calze ed immergere il piede in acqua molto fredda (ruscelli, torrenti, pozze, etc.). Questo aiuta a costringere i vasi sanguigni e a velocizzare la circolazione diminuendo gonfiori e infiammazioni, creando un effetto rigenerante per i muscoli e le articolazioni. Asciugare il piede e massaggiarlo per qualche minuto, ancora meglio se con una crema rinfrescante ed idratante come il Gel Relax Timodore.
  • Non aspettare troppo. Non aspettare che una fastidiosa vescica rovini la tua escursione! Appena hai sentore di un minimo sfregamento, fermati immediatamente e applica subito un cerotto anti-vescica del tipo Compeed sulla parte dolorante. Le vesciche si formano molto velocemente e possono impiegare diversi giorni per guarire per cui è sempre meglio prevenire che curare!

Dedicare a tuoi piedi qualche accortezza in più, in particolare durante i trekking di più giorni è molto importante. Sono proprio loro che ti portano lontano….

Buona montagna

1 commento
  1. Stefano
    Stefano dice:

    Per me il piede è sempre sempre sempre la cosa più importante. Se hai un problema da qualsiasi altra parte in qualche modo te ne tiri fuori, con i piedi è difficile recuperare.

    Per me la cosa più importante è la ventilazione. Per questo, a meno che non vada in montagna molto impervia (raro), porto sempre scarpe come le La Sportiva Ultra Raptor, le mie preferite per fare trekking. Se il sentiero non è troppo pieno di sassi, Solomon Speedcross 3 tutta la vita. Sono per la leggerezza estrema, sono convinto che lo scarponcino sia inutile nel 90% dei casi anche nei trekking montani (ovvio, con criterio). Preferisco traspirare e avere la caviglia libera da ingombri, e una scarpa il più leggera possibile.

    E nello zaino ho SEMPRE SEMPRE almeno un paio di calze di ricambio, anche due. Il piede bagnato è mortale e la peggiore sciagura che può capitare. È di sicuro il pezzo di equipaggiamento sul quale non vado mai al risparmio, soprattutto quando sto tutto il giorno a -10 o meno in inverno.

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