rifugio di montagna

Dormire nei rifugi di montagna: quello che devi sapere

Non hai mai dormito in un vero rifugio di montagna? Sei curioso e vuoi provare questa nuova esperienza ma non sai come funziona, come comportarti e cosa mettere nello zaino per affrontare il tuo primo pernottamento in quota? Bene, sei capitato nel posto giusto perché chi ha scritto questo articolo oltre ad aver frequentato molti rifugi alpini come cliente vi ha anche lavorato per un paio di stagioni (leggi qui la mia esperienza).

Innanzitutto mi pare d’obbligo fare una premessa: in questo articolo non faccio riferimento a quegli pseudo rifugi che si trovano di fianco alla strada lungo i più famosi passi dolomitici, ma a dei veri rifugi di montagna (o rifugi alpini). Quelle strutture cioè che, seppur custodite e gestite per offrire un servizio di ospitalità, ristoro e pernottamento, sono raggiungibili solo a piedi perché collocate  in zone remote lontano da strade, impianti di risalita ecc… L’isolamento che li caratterizza fa si che qualsiasi tipo di approvvigionamento sia ben più difficile e oneroso che in pianura, pertanto non aspettarti di trovare qualsiasi cosa come se tu fossi in albergo a Milano o a Roma!

rifugio di montagna

Il panoramico rifugio Ramolhaus 3006 mt -Otztal-

Ma non preoccuparti più di tanto. Non avrai certe cose ma ne scoprirai di altre: guardare dalla terrazza le stelle, sentire il ticchettio della pioggia sul tetto quando si va a dormire, fare colazione all’alba, giocare a carte con gli amici alla luce flebile di una candela sono solo alcuni dei tanti momenti piacevoli che si possono vivere.

E’ però bene sapere che la vita di rifugio è una vita spartana. Solo poche strutture hanno delle camerette con le lenzuola, molto più spesso ci sono dei cameroni comuni dove si dorme su tavolati in legno con materassi uno attaccato all’altro. Non avere paura di patire freddo, vi troverai sempre coperte a sufficienza, anzi nel caso di stanze affollate è più facile che tu soffrai il caldo. Il bagno è rigorosamente in comune e solo in alcuni rifugi, normalmente in quelli più nuovi o moderni, vi è la possibilità di farsi una doccia calda. No problem, per lavarsi sono sempre disponibili degli ampi lavabi dove ci si può dare una bella sciacquata. Le luci del rifugio vengono spente quasi sempre alle 22.00. Dopo quell’ora cala il silenzio, almeno dovrebbe calare il silenzio…

 

Cosa serve per dormire in un rifugio di montagna

  • Visto il peso e l’ingombro evitare assolutamente di portarsi le lenzuola da casa. Anche il sacco a pelo non ha molto senso essendoci già le coperte. La cosa migliore è portare con se un leggerissimo sacco letto o sacco lenzuolo, occupa poco spazio ed ha un peso veramente irrisorio.
  • Nella zona notte è giustamente vietato camminare con scarpe e scarponi vari. Anche se in molti rifugi mettono a disposizione delle ciabatte ad uso comune è sempre meglio portarsene un paio di leggerissime da casa come quelle che spesso sono in dotazione negli alberghi.
  • Pila frontale a portata di mano per potersi muovere nel caso di bisogno durante la notte quando le luci sono spente.
  • Per la parte igienica consiglio: Kit da viaggio con spazzolino e dentifricio, piccola saponetta e un leggero asciugamano sintetico.
rifugio di montagna

La mia piccola Anna dopo la sua prima notte in rifugio

Mangiare in rifugio

Per quanto riguarda il mangiare occorre sapere che molti rifugi offrono la soluzione della mezza pensione (cena, pernottamento e colazione). Le bevande si pagano a parte. Normalmente il pranzo si fa al sacco in giro per le montagne. Assolutamente da bandire è il comportamento di chi si porta il cibo da casa per poi consumarlo al tavolo!

Tariffario del rifugio

In tutti i rifugi CAI vi è un apposita bacheca con esposto il tariffario. I soci CAI, dietro esibizione al gestore della tessera con bollino pagato in corso di validità, hanno diritto a delle agevolazioni sul prezzo del pernottamento e del vitto. Anche se andate in un rifugio estero non dimenticate la tessera: potrete ottenere degli sconti sempre che vi sia un accordo di reciprocità di trattamento tra il CAI e l’associazione estera a cui il rifugio appartiene.

Vita da rifugio: quattro regole di buon comportamento

  • Prenota sempre. Fallo se puoi con almeno un giorno di anticipo. Se è’ vero che la porta del rifugio è sempre aperta è anche vero che una semplice telefonata è un gesto di cortesia nei confronti del gestore che avrà modo così di organizzare al meglio anche l’approvvigionamento  delle provviste in base al numero dei commensali che hanno prenotato.
  • Porta a valle i tuoi rifiuti. Il trasporto a valle dei rifiuti richiede tempo, fatica e denaro. E’ quindi buona abitudine riportare con sè a valle i propri rifiuti: lattine, bottiglie e cartacce varie.
  • Piega le coperte. Al mattino prima di lasciare la cuccetta è buona abitudine piegare le coperte usate durante la notte.
  • Scrivi nel libro del rifugio. In ogni rifugio vi è un libro dei visitatori dove ciascuno è invitato a scrivere il suo nome, la data di arrivo e di partenza, la provenienza e la futura destinazione. Chi ha in progetto escursioni impegnative o salite alpinistiche è tenuto a mettere al corrente il gestore dei propri piani.
  • Rispetta le altre persone e chi vi lavora. In alcune sere, soprattutto in piena stagione, ci si può trovare veramente in tanti e in poco spazio. Comportati con discrezione, evitando  ogni condotta che possa infastidire chi ti sta vicino, rispettando in primo luogo il lavoro del gestore. Armati di pazienza e lascia a casa inutili pretese.

Se dopo aver letto questo articolo ti senti ancora più ispirato all’idea di passare una notte in un vero rifugio di montagna a questo link troverai l’elenco dei rifugi CAI presenti in Italia suddivisi per regione : mappa dei rifugi in Italia

Buona vita da rifugio.

 

25 commenti
  1. Gio
    Gio dice:

    I bivacchi stanno sparendo per far posto ad alberghi sempre più sontuosi raggiunti da fognature, corrente elettrica ed acqua potabile. La differenza di prezzo fra pernottamento 15€ e mezza pensione oltre 40€ è sostanziale. Permettimi qualche considerazione implicita sul “BANDIRE IL CONSUMO AL TAVOLO DEL CIBO PORTATO DA CASA”, almeno quando non si occupa spazio per gli altri ospiti. Dato anche che il pernottamento in tenda è vietato, ed alcuni rifugisti poco simpatici non mancano di segnalare la presenza di “chi si arrangia col minor impatto possibile”, ma gira sempre tutto intorno ai soldi purtroppo….

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Ciao Gio
      “BANDIRE IL CONSUMO AL TAVOLO DEL CIBO PORTATO DA CASA” mi riferivo esclusivamente a quelli che entrano in rifugio, occupano il tavolo, consumano le loro cose e non hanno nemmeno la delicatezza di ordinare da bere.A mio avviso un comportamento del genere vuol dire avere poco rispetto del lavoro altrui. Nessuno si sognerebbe di entrare in un ristorante e comportarsi così. Non riesco a capire perchè certa gente si senta legittimata a farlo solo perchè il rifugio è aperto a tutti. In merito al discorso tenda se non si vuole pernottare in rifugio si può benissimo dormire all’aperto sotto una sporgenza o con una piccola tendina a qualche minuto dal rifugio (fatto un sacco di volte). E’ chiaro che il gestore non voglia tende attorno al rifugio, nel momento che chiude un occhio per una persona poi tutti vogliono fare la stessa cosa e si rischia che il rifugio diventi un accampamento. Il lavoro del gestore è un lavoro duro e difficile e di certo non rischia di arricchirsi (parlo sempre di veri rifugi non di alberghi rifugi o di quelli sulle piste da sci)con questa attività…

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      • Tomasino Fiorito
        Tomasino Fiorito dice:

        non condivido il “bandire il consumo al tavolo del cibo portato da casa”.
        Io socio cai da tanti, tanti anni ho il diritto di sedermi a tavola e mangiare il panino portato da casa, è pre
        visto nel regolamento Cai.

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        • rita
          rita dice:

          Tomasino Fiorito, e certo che non le fa’ comodo…. puo’ essere socio cai da tanti e tanti anni, ma sempre maleducato e poco fine lei resterà, …. io ho lavorato in un rifugio e … ne ho visti parecchi strozzarsi perchè il panino non andava giu’, …o forse perchè il mio pensiero verso persone come lei …. raggiungeva il fine…. 🙂

          Rispondi
          • Tomasino
            Tomasino dice:

            Per Rita. Nel mio commento non penso di essere stato maleducato o poco fine , hho solamente espresso il mio parere che e poi quello scritto nel regolamento Cai. Forse è lei che dovrebbe essere più educata e intelligente.

          • Enrico
            Enrico dice:

            siccome il regolamento CAI prevede la possibilità di consumare al tavolo cibo proprio (art.14) senza pagare nulla, non vedo perchè si debba dare del maleducato a chi si attiene a questa norma! Ho visto troppi gestori insistenti sul richiedere anche a chi aveva già consumato cibo servito dal rifugio ulteriori servizi o addirittura rifilare cose non richieste!!!!!!!!! Tutte cose che francamente fanno passare la voglia di andare per rifugi!!!!!!!!!!!!! Vergogna!!!

    • Francesca
      Francesca dice:

      Concordo con Gio.
      Aggiungo anche che si dovrebbero fare delle eccezioni senza torcere troppo in naso. Non tutte le persone possono accontentarsi di quello che trovano in rifugio: allergie, intollerante, scelte etiche e dismetabolismi non sono più tanto rari. Queste persone devono rinunciare anche ad una camminata nella natura oltre che al convivio con gli amici?

      Rispondi
  2. stefano
    stefano dice:

    Ciao a tutti. Premetto che sono d’accordo con tutto quanto di bello e di… meno bello è stato scritto. Purtroppo la gente che frequenta le montagne è la stessa che vediamo e frequentiamo nella vita di ogni giorno e quindi esistono le persone educate e rispettose e quelle che invece fanno dell’arroganza o della pretesa dei soli diritti e non anche dei propri doveri il loro normale “statuto di vita”
    Vado in montagna da sempre ed in ogni stagione e per montagna intendo Dolomiti, Prealpi e semplici colline Venete, Trentine e Tirolesi. Penso di poter dire di possedere il rispetto di un semplice filo d’erba, figuriamoci se non provo il rispetto per la Montagna e per chi con essa ci vive e convive e di chi, come me, ci va per le meraviglie che ci offre.
    Fatto il doveroso preambolo devo però sottolineare un mancanza sostanziale che si è venuta a creare negli ultimi tempi nei Rifugi. Mancanza avvallata anche dal regolamento CAI, e cioè il divieto di accesso ai rifugi con il proprio cane.
    Mi rendo conto che ci ricolleghiamo al problema di prima: l’educazione degli utenti, ma pongo il mio personale caso (che so per certo essere quello di molte persone): faccio trekking con il mio cane – nel senso che dove sono io c’è lei – un golden retriver di 7 anni educatissima, con persone, animali e cose. Dico educatissima perchè oltre ad un carattere stupendo ha un trascorso di altrettanti 7 anni (aveva 90 gg quando è entrata per la prima volta in una palestra) con la protezione civile allenata alla ricerca di persone in superficie e maceria, con diverse operazioni attive e reali alle spalle, eppure mi sento dire costantemente: “non accettiamo i cani”
    Ma come? c’è una legge che parla chiaro, non è più possibile vietare l’ingresso ai cani anche nei ristoranti (non l’ho mai fatta valere per non fare lo spocchioso) e nell’ambiente dove puoi perfettamente vivere la natura…….
    Non parliamo poi delle “tendine” a qualche minuto dal Rifugio o in riva al laghetto o in mezzo al bosco…. nelle Dolomiti nel bel mezzo della notte, arriva la Forestale e ti fa sgombrare. Lo dico perchè mi è successo e solo in alcuni casi (lo dico sinceramente) solo perchè ho lavorato in protezione civile diversi anni a contatto anche con la guardia forestale, e magari mi sono trovato con qualche guardia che conoscevo, pregando scongiurando ed assicurando che alle prime luci dell’alba nessuno si sarebbe accorto della mia sosta, chiudevano un’occhio.
    Allora mi spiegate se volessi fare, per esempio, un percorso di Alta via (con il mio cane ovviamente) come devo fare?

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Ciao Stefano.

      Quello che ho scritto è un mio personale punto di vista che assolutamente non ha la pretesa di valere in senso assoluto, punto di vista di uno che va assiduamente in montagna da quasi 30 anni ( ho iniziato a 13 anni con le prime gite sociali cai) e che ha frequentato i rifugi sia come cliente e sia come persona addetta ai lavori.In merito alla possibilità di pernottare con il cane ti posso dire che io stesso ho trovato a volte molte difficoltà già a dormire fuori nei bivacchi insieme al mio amico a 4 zampe perchè altre persone mostravano di non gradire. Capisco benissimo la tua osservazione ma purtroppo siamo in tanti e tutti abbiamo le proprie fisime…è dura a volte mettere d’accordo tutti. Io comunque sarei per il cane nei rifugi, sempre sotto osservazione del padrone.

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  3. Daniele
    Daniele dice:

    Come osservato già da altri, l’affermazione un po’ troppo veemente riguardo il consumo di cibo proprio, posta in questo modo è fuori luogo. È previsto dal regolamento CAI come ben sai, per il motivo principale per il quale il rifugio è nato. L’ho fatto qualche volta, poche per la verità, più spesso ho fatto mezza pensione, tuttavia per quelle volte non devo sentirmi un ladro o un approfittatore o uno che vanta solo diritti. Fa parte dell’andare in montagna. Spesso si aspetta che gli altri finiscano. Poi i rifugi privati facciano come credono meglio. Tuttavia dovrebbe essere nel nostro interesse fare in modo che percorrere un’alta via rimanga una spesa accessibile.

    Rispondi
  4. Marco
    Marco dice:

    Capisco le perplessità di alcuni, ma se hai un servizio a mio parere è giusto anche “pagarlo”…indi per cui, se ti porti il panino da casa, ti puoi anche sedere sull’erba a 50m dal rifugio senza occupare un posto di qualcuno che è bendisposto magari a consumare qualcosa del rifugio aiutando lo stesso a tirare a campare…tanto per far un esempio, va a contribuire al costo della pulizia o manutenzione del tavolo dove ci si siede… ma del resto in Italia tutto deve essere gratuito, come l’utilizzare i servizi igienici nei locali pubblici…a me, personalmente, non pare corretto!

    Per quanto riguardo il cane, capisco chi ha un cane voglia bene all’animale, ma io che ho la fobia dei cani non ho lo stesso diritto di stare all’interno del rifugio? O anche solo, non ho il diretto che non ci sia odore di cane che spesso, per ovvie e naturali ragioni, è piuttosto forte? Credo che se anche un cane trascorre delle ore all’esterno non succeda nulla alla bestia, tantopiù che i rifugi sono costruiti perchè le persone non possono stare all’addiaccio, non gli animali che sono comunque “attrezzati” a farlo…

    Poi, questo è solo il mio pensiero.
    Marco

    Rispondi
    • daniela ferrero
      daniela ferrero dice:

      perfettamente d’accordo con Marco, è solo questione di buonsenso e che tutti devono avere le stesse possibilità di vivere!
      Non tutti scelgono di vivere con i cani e quindi si deve rispettare in luoghi comuni chi non ha fatto questa scelta, e anche chi gestisce un rifugio ha il diritto di avere uno stipendio per vivere, quindi se tutti andassimo a consumare all’interno dei rifugi le nostre cose senza pagare nulla…..quel povero gestore con cosa dovrebbe vivere???

      Rispondi
    • Luca Marcato
      Luca Marcato dice:

      concordo con Marco, ma tutto filerebbe liscio se tutti fossero persone dotate di senso di civiltà e sensibilità. Se il rifugio è vuoto quella sera il cane può star dentro, ma se c’è un ospite con allergie? o semplicemente con la fobia del cane? il proprietario gentilmente fare dormire il suo amico peloso in un luogo riparato ma dove non darà fastidio.
      E se son di passaggio lungo una alta via? beh, mi mangio la mia ,merenda dallo zaino e mi ordino un a bibita e un caffe/the caldi che male non fanno e il gestore ha il suo senza togliere a me il diritto a mangiare un panino ( che potrei consumare comunque sulla fresca erba nelle vicinanze). Insomma rispettarsi tutti per vivere al meglio la montagna e il rifugio, che rimane appunto un rifugio, cioè un luogo dove cercare riparo, rifocillarsi e passare magari una bella notte ospiti di gente che condivide al tua passione per i monti.

      Rispondi
    • Marco
      Marco dice:

      strano che persone che frequentano la montagna, quindi in teoria amano la natura, abbiano questa avversione per gli animali.
      non so quanti proprietari dormirebbero dentro lasciando il proprio cane fuori, al freddo ed ai pericoli. Il cane ovviamente deve essere educato ed è responsabilità del proprietario tenerlo vicino a sè e fare in modo che non vada a disturbare gli altri ospiti. Inoltre chi ha la fobia dei cani, basta semplicemente che non si avvicini all’animale. il proprietario provvederà a non fare avvicinare il cane alle persone.

      Rispondi
  5. Roberto
    Roberto dice:

    Il tema del proprio cibo consumato al tavolo è disciplinato dall’Art. 14 del regolamento che recita: “Esclusivamente i non Soci che consumano, anche parzialmente, viveri propri, restano soggetti al pagamento di un corrispettivo, fissato dal Tariffario, per l’uso del posto a tavola, quale contributo per il servizio di riassetto e smaltimento rifiuti.”

    Quindi non capisco perchè uno non debba consumare ciò che si è portato nello zaino e se il gestore guarda per traverso sbaglia lui. Per i rifugi privati ovviamente il discorso è diverso e bisogna chiedere, altrimenti si cena fuori.

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  6. dina
    dina dice:

    Dopo ore di cammino e magari con brutto tempo, é molto confortevole trovare un Rifugio gestito aperto, trovo quindi doveroso contribuire con una consumazione al ristorante o almeno con un caffè, affinché questo importante servizio possa continuare. Per chi preferisce consumare la propria colazione, al di là del regolamento, a mio avviso sarebbe più delicato ed educato non consumarla ai tavoli per lasciar posto a chi intende consumare il pranzo del ristorante sostenendo così i gravosi lavori di gestione di un rifugio.

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