Escursioni al freddo: abbigliamento, alimentazione, idratazione

Per molti l’inverno è la stagione meno adatta per le escursioni. A me camminare in montagna al freddo è sempre piaciuto e non solo quando c’è la neve. L’inverno è il momento della riscossa dei sentieri di media e bassa quota finalmente liberi dalle erbe alte. Sentieri a volte bellissimi, ricchi di storia e di segni dell’uomo ma purtroppo quasi inagibili con il gran caldo. L’aria frizzante e più secca non fa sudare più di tanto e poi molto minore è il rischio di beccarsi le maledettissime zecche!  Contorni delle montagne più vivi e una luce meravigliosamente bassa completano il quadretto! Ma che si tratti di ciaspolata o di una semplice escursione senza neve quali sono le misure per difendersi dal freddo?

Per le tue escursioni al freddo incominciamo dall’abbigliamento per poi continuare con l’alimentazione e con l’idratazione.

escursioni al freddo

Come vestirsi per un escursione al freddo

C’è un detto che dice: non esiste il freddo ma solo l’abbigliamento sbagliato! La regola fondamentale è vestirsi a strati badando bene che gli strati non risultino troppo aderenti alla pelle e tra loro impedendo all’aria di circolare. L’aria si comporta  infatti come un isolante aiutando il corpo a non disperdere il calore.

I tre strati principali che non devono mancare quando si affronta un escursione al freddo sono:

  • Strato primario o base layer. E’ lo strato a contatto con pelle che deve assicurare una buona traspirazione. Preferibilmente no cotone ma lana merinos ( a mio avviso il base layer migliore) oppure maglie in poliestere (traspirante ma causa di cattivi odori). Tra i tessuti sintetici in poliestere, uno dei più caldi e usati è il Capilene.
  • Strato intermedio. Strato che ha la funzione principale di trattenere il calore prodotto dal corpo.  Nelle giornate più fredde può essere suddiviso in due. Uno strato più leggero a contatto con il base layer  può essere costituito da una maglia a maniche lunghe in lana Merinos oppure da una calda dolcevita in tessuto sintetico. Un secondo  strato più pesante costituito da un pile in Polartrec elastico che asseconda i movimenti  o in alternativa (a mio avviso ancora meglio) una comoda giacca in Primaloft o in piumino che ha il gran vantaggio di trattenere benissimo il calore, pesare poco e molto comprimibile. Ottimo è il Primaloft di Patagonia.
  • Strato esterno. E’ un guscio (hardshell) che serve a  proteggere da vento, freddo, pioggia e neve. Ha la funzione di proteggere tutto quello che sta al di sotto di esso: tutti gli altri strati ed il nostro corpo. In condizioni estreme di vento e basse temperature (effetto windchill) è molto importante avere un buon guscio.

Per quanto riguarda i pantaloni da “freddo” ottimi sono quelli in tessuto soft shell elasticizzato che garantiscono un ottimo comfort e termoregolazione. Nelle situazioni di freddo più estreme (es ciaspolata notturna con gran freddo) sotto i pantaloni possiamo aggiungere una calzamaglia in capilene.

L’abbigliamento a strati consente nel corso dell’escursione  di coprirsi o svestirsi in base alle condizioni climatiche e in base all’intensità dell’attività fisica svolta.

Per finire non dimenticate un buon cappellino e dei guanti! Testa e mani sono le parti più esposte al freddo!

escursioni al freddo

Tanto ma tanto freddo? Non è una brutta idea quella di spalmarsi il corpo di vaselina! Gli Inuit del Canada, famosi per il loro adattamento al freddo si spalmano il corpo di grasso di foca! Il grasso o la vaselina aiutano la pelle a trattenere meglio il calore del corpo.

Alimentazione per un’escursione al freddo

Gli indumenti servono a trattenere e a non disperdere il calore ma il calore è prodotto dal corpo stesso che lo attinge dal combustibile che immettiamo!

Quindi una giusta alimentazione ci farà sopportare meglio il freddo più di quanto si creda!

Ma voglio darti subito una buona notizia: quando fa freddo possiamo mangiare di più. Bisogna immagazzinare più calorie per riuscire a compensare il maggiore dispendio energetico necessario per combattere il freddo.

In secondo luogo abbiamo bisogno di mangiare più frequentemente e se possibile qualcosa di caldo. Ma cosa?

  • Noci
  • Arance
  • Legumi: fagioli, ceci e piselli
  • Parmigiano
  • Pezzi di lardo, carne secca e speck
  • cereali integrali
  • Zenzero

Qualcosa di caldo è possibile prepararcelo una volta che troviamo un riparo e disponiamo di un piccolo fornelletto. Si scioglie un po’ di neve e un ottima zuppetta calda liofilizzata è bella che pronta! Soluzione ideale per chi sceglie di bivaccare fuori in inverno in tenda o in qualche casera o bivacco non gestito.

Come idratarsi durante un escursione al freddo

Bere, bere e bere anche se molto spesso non ne sentirai l’esigenza! Capita anche a me di dimenticarmi di bere nelle giornate fredde e ventose ma è sbagliatissimo! Anche con il freddo il nostro corpo perde continuamente liquidi con le urine, la respirazione e la sudorazione. Nelle giornate con forte vento il pericolo di disidratarsi è ancora maggiore. Le riserve liquide se ne vanno senza che l’escursionista senta la minima esigenza di bere. Questo comporta una subdola perdita di efficienza accompagnata da una precoce sensazione di fatica.

escursioni al freddo

Scioglimento neve con fornelletto durante un bivacco in tenda in inverno. Febbraio 1997 – Col Nudo

 

Bere qualcosa di caldo o almeno tiepido prima di sentire sete è molto importante anche per prevenire crampi. Per le uscite di qualche ora basta un thermos ed il problema è risolto! Per le uscite di più giorni è indispensabile avere con se un buon fornelletto per produrre all’occorrenza acqua allo stato liquido utilizzando neve o ancora meglio il ghiaccio.

Sorseggiare un buon tè caldo al sole in mezzo alla neve è sempre un momento magico e di grande ristoro!

 

 

1 commento
  1. Alessandro Gemmiti
    Alessandro Gemmiti dice:

    L’idea del fornelletto per prepararsi bevande calde è ottimo. Anche se si fa un’escursione di una giornata. In commercio esistono delle soluzioni che permettono l’acquisto di fornelletti veramente leggeri e di scarsissimo ingombro e pesantezza ed, al contempo, stabili e sicuri. L’unico neo – e qui so di toccare un tasto molto delicato – è la qualità della neve o del ghiaccio che andiamo a sciogliere……. Credo non sia una novità che da diverso tempo sia la pioggia che la neve e, quindi, il ghiaccio che si forma, contiene diverse sostanze inquinanti per nulla simpatiche per il nostro corpo (ci sto andando leggero……). Pertanto suggerirei di portarsi una scorta di acqua da casa che, bene o male, è, o dovrebbe essere, bonificata. Lo so che con questo sistema va a farsi benedire il vantaggio di un fornelletto efficiente e leggero, ma è anche vero che senza questo accorgimento, va a farsi benedire la nostra salute 🙂 Siate tutti benedetti, ma in particolar modo, tutti gli amanti della montagna e della Natura in genere.

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