Giorgio Vasta

Giorgio Vasta vi porta a scrivere con le gambe

Giorgio Vasta oltre ad essere uno dei migliori scrittori italiani della sua generazione è anche l’ideatore di un interessante progetto legato alla montagna dal nome assai curioso: scrivere con le gambe. Si può scrivere con le gambe? Si è possibile imparare a farlo ma prima ce lo facciamo spiegare bene da Giorgio in questa intervista.


Scrivere con le gambe: intervista a Giorgio Vasta

In che cosa consiste il progetto scrivere con le gambe e quando ti è venuta l’idea?

L’idea nasce dalla sensazione che scrivere e camminare possano essere considerate come azioni paragonabili, addirittura una come metafora dell’altra. Dopo un viaggio in Patagonia, diversi anni fa, mi ero detto che i tempi calmi del trekking potevano essere un ottimo contenitore per ospitare ragionamenti sulla scrittura narrativa. Qualche tempo dopo si è creata l’occasione di realizzare il progetto in Trentino, nel Parco del Vanoi, e poi è nata la collaborazione con la Val Sarentino, che ha portato alla seconda edizione di Scrivere con le gambe. A luglio 2014 sarà dunque la terza volta in cui un gruppo di una dozzina di persone si troverà a condividere per alcuni giorni percorsi e discorsi, vallate e personaggi, crinali e trame, cercando di mettere insieme una vera e propria storia direttamente connessa al trekking.

Dove è ambientato questo progetto e con il supporto di chi viene realizzato?

Scrivere con le gambe è realizzato in collaborazione con la Cooperativa di sviluppo regionale e formazione Val Sarentino (www.grw.sarntal.com) e con Fondazione Upad e Le scimmie/Scuola di scrittura creativa, si partirà da San Genesio e si arriverà a Sarentino, esattamente percorrendo l’alta via Hufeisentour.

Come vengono organizzate le giornate durante questo trekking e qual’è l’argomento oggetto della scrittura?

Com’è naturale durante un percorso in montagna ci si sveglia prestissimo e si parte. Lungo la strada ci si ferma per dare spazio a brevi lezioni ed esercitazioni. Il denominatore comune di ogni sosta didattica è quello di usare lo spazio reale che viene attraversato (e per spazio intendo anche le persone incontrate nei rifugi, gli animali intravisti da lontano) per costruire una storia. Ognuno la propria, è chiaro, usando la propria immaginazione narrativa, ma a partire da un materiale comune.

Giorgio Vasta

A chi si rivolge questa proposta e quali possono essere i benefici per i partecipanti?

Possiamo dire che si rivolge a chiunque desideri trascorrere del tempo camminando e immaginando storie, osservando e dando forma a un racconto. Per quanto riguarda i benefici, chiaramente non c’è la pretesa di comporre un capolavoro letterario bensì il desiderio di rendere più duttile la percezione di che cos’è una storia e di che cos’è la lingua che dà forma a una storia.

Quali sono le soddisfazioni che hai tratto da questo progetto?

Penso che se dovessi sintetizzare che cosa fin qui è stato per me Scrivere con le gambe dovrei usare due parole direttamente collegata una all’altra: fatica e durata. Una, per certi versi, è il riflesso e la condizione dell’altra. Camminando e scrivendo si accetta di fare esperienza della durata, del processo, ed è inevitabile che stare dentro la durata generi fatica, ma si tratta di una fatica sana, utile, percepita come necessaria e funzionale. Per spostarsi da un crinale all’altro serve tempo, si deve percorrere una strada che non è necessariamente la più breve ma è la più esatta; allo stesso modo per spostarsi da un incipit a un finale occorre tempo e pazienza, visione d’insieme, comprensione della storia che si sta raccontando.

Raccontami un aneddoto simpatico o curioso successo durante uno dei tuoi trekking di scrittura itinerante

Più che di un aneddoto si tratta di una percezione legata alla risposta precedente. Ritrovarsi la sera in un rifugio seduti ai tavoli di legno della sala ristorante, dopo ore di cammino, con i volti arrossati dal sole, le guance che sembrano fosforescenti, sentirsi stanchi eppure trovare la determinazione per scrivere una frase e poi un’altra, ognuno estraendo dalla propria stanchezza un particolare, una battuta, un’azione. In quel momento è come se l’immaginazione si incarnasse in qualcosa di profondamente concreto come i muscoli, i tendini, i tessuti, i polmoni, il corpo nello spazio. Un altro modo di intendere il titolo Scrivere con le gambe, insomma.

Giorgio Vasta

Programma trekking 2014 “Scrivere con le gambe”

Scarica qui il programma di Scrivere con le gambe con i dettagli

Giorgio Vasta in pillole

(Palermo, 1970) vive e lavora a Roma. Ha pubblicato il romanzo Il tempo materiale (minimum fax 2008, Premio Città di Viagrande 2010, Prix Ulysse du Premier Roman 2011, pubblicato in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Olanda, Spagna, Ungheria, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Inghilterra, selezionato al Premio Strega 2009, finalista al Premio Dessì, al Premio Berto e al Premio Dedalus), Spaesamento (Laterza 2010, finalista Premio Bergamo, pubblicato in Francia), Presente (Einaudi 2012, con Andrea Bajani, Michela Murgia, Paolo Nori). Con Emma Dante, e con la collaborazione di Licia Eminenti, ha scritto la sceneggiatura del film Via Castellana Bandiera (2013), in concorso alla 70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Collabora con “la Repubblica”, con il “Sole 24 ore” e con “il manifesto”, e scrive sul blog letterario minimaetmoralia.com. Nel 2010 ha vinto il premio Lo Straniero e il premio Dal testo allo schermo del Salina Doc Festival.

 

 

 

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  1. […] e di eventi da lui animati: l’iniziativa Diario in circolo per il Circolo di lettori di Torino o Scrivere con le gambe; manifestazioni come Torino Spiritualità, Scrittorincittà (Cuneo) o Roland Macchine & Animali […]

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