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Un trekking in Otztal tra le più alte cime dell’Austria

L’Otztal, con più di sessanta vette superiori ai 3300 metri, è il più grande massiccio montagnoso dell’Austria.

Numerosi sono i ghiacciai che scendono lungo i fianchi e dalle valli più alte delle montagne dell’Otztal, montagne dalle forme dolci e arrotondate, ideali per essere attraversate a piedi.

Proprio tra queste alte cime, piuttosto sconosciute al pubblico italiano, io e il mio amico Marco abbiamo percorso un nostro personalissimo trekking di quattro giorni. Si tratta di un itinerario ad anello di grande bellezza con partenza e ritorno da Obergurgl, stazione turistica estiva ed invernale a nord del Passo del Rombo.

Il percorso lo abbiamo definito qualche giorno prima di partire, durante una seduta di arrampicata a Dardago, aprendo e chiudendo la cartina dei sentieri dell’Otztal tra una via e l’altra. Non conoscendo la zona, né direttamente né per averne sentito parlare, ci siamo lasciati guidare unicamente dalla nostra immaginazione e ispirazione del momento.

Adesso che i miei piedi hanno percorso quello che quel giorno a Dardago avevamo solo immaginato guardando la cartina, posso dire che quello che ho vissuto in questo trekking nelle montagne dell’Otztal è andato ben oltre le aspettative. Giorni dove io e Marco ci siamo immersi nella natura forte di queste montagne, camminando su ogni tipo di terreno immaginabile: prati alpini, pietraie, ghiacciai, creste rocciose e grandi spazi hanno fatto da cornice al nostro personalissimo viaggio a piedi.

Il secondo giorno di trekking tra le montagne dell’Otztal

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Marco con il ghiacciaio di Gurgler sullo sfondo

Di tutti i quattro giorni di trekking, il secondo giorno è stato senza dubbio il più faticoso ed avventuroso. Dopo essere partiti di buon mattino dal Rifugio Hochwildehaus 2866 mt, abbiamo calzato i ramponi per risalire il ghiacciaio che porta ad un ampio valico a 3375 mt. Da qui, per cresta, abbiamo toccato la cima del SchlafKogel 3537 mt. Panorama a 360° e giornata spaziale. Tornati giù al valico, siamo scesi lungo il versante opposto a quello di salita per raggiungere il rifugio Martin Busch Hutte 2501 mt, dove avevamo previsto il pernottamento. Sin da subito, quel versante si è rivelato molto solitario e selvaggio al punto che, al termine del ghiacciaio, abbiamo dovuto camminare a lungo senza sentiero lungo ripide pietraie molto instabili dove ogni passo richiedeva impegno e concentrazione. In giro non c’era nessuno, solo un’infinità di pietre e grandi rocce color ruggine levigate da antichi ghiacciai. Più in basso, ritrovando non senza difficoltà qualche traccia di sentiero, il cammino si è fatto più agevole ma le sorprese non erano ancora finite…

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Passaggio su ponte naturale

Proseguendo lungo il corso del torrente, che usciva direttamente da sotto la lingua del ghiacciaio, guardavamo con preoccupazione le acque limacciose e grigie come la cenere gonfiarsi sempre più in corrispondenza di un ristringimento della valle. Qui avrebbe dovuto esserci un ponte necessario a farci guadagnare la sponda opposta. Al posto del ponticello invece abbiamo trovato il letto di una vecchia e grossa valanga che, proprio in quel punto, era scesa ostruendo il fiume. E’ così che, per raggiungere la sponda opposta, abbiamo utilizzato il ponte naturale creato dall’accumulo di neve di quella vecchia valanga . Quello vero, di legno, era stato spazzato via dalla forza dirompente della slavina. Ne individuammo i resti parecchi metri a monte, adagiati sulla sponda destra del fiume.

Con quella grossa e vecchia slavina la natura ci aveva tolto e ridato, a modo suo, la possibilità di raggiungere il sentiero dall’altra parte del fiume e con essa l’opportunità di continuare il nostro trekking fino alla fine. E’ così che le montagne dell’Otztal ci hanno regalato una piccola avventura che servirà a non farmi dimenticare facilmente quei quattro giorni di trekking, vissuti in punta di piedi con lo stupore unico di chi le ha conosciute per la prima volta.

Per chi fosse interessato a percorrere questo itinerario visualizza qui la scheda tecnica di questo magnifico ma impegnativo trekking tra le montagne dell’Otztal in Austria.

Nella foto di copertina io e Marco in cima al Schlafkogel 3537 mt

 

 

3 commenti
  1. Marco
    Marco dice:

    Bravo Fabri hai riassunto bene l’ essenza di questa ennesima avventura vissuta insieme!
    Ti sei limitato a descrivere quella che anch’ io ritengo la giornata clou del tour, voglio perciò aggiungere
    un cenno alla Ramolhaus raggiunta alla fine del terzo giorno: la posizione di questo rifugio è semplicemente sbalorditiva e giustifica da sola il viaggio!

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  2. francesco cardazzo
    francesco cardazzo dice:

    Quello che hai descritto magnificamente è stato sicuramente un gran bel giro!!! un po’ vi invidio…bravi

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      C’è da dire che dopo un bel giro come questo è sicuramente più facile avere qualcosa di bello e di interessante da scrivere. Magari chissà se un giorno riusciamo a farne uno assieme, sarebbe bello
      un abbraccio

      Rispondi

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