bivacco gervasutti

Una notte d’autunno al bivacco Gervasutti

Il bivacco Gervasutti si trova in una isolata conca erbosa a quasi duemila metri d’altezza nelle selvagge Dolomiti Friulane, proprio sulla cresta di confine tra Veneto e Friuli. Le montagne di questa zona, appartenenti al gruppo degli Spalti di Toro, si caratterizzano per la presenza di guglie appuntite, ardite torri e erti canaloni. Un ambiente dal sapore primordiale e non addomesticato dall’uomo dove è ancora possibile sentirsi piccoli piccoli dinnanzi alla grandiosità della natura.

Lassù tra quelle aspre montagne “fuori moda” qualcuno ha vissuto dei momenti indimenticabili. Per questo riporto con molto piacere il bel racconto inviatomi da Massimo, un assiduo lettore di questo blog. Un racconto semplice ma dal sapore antico capace di emozionare…

Sotto il cielo stellato al Bivacco Gervasutti

Fra i monti ho vissuti grandi momenti. Non tutti i ricordi più intensi sono necessariamente legati alle pareti, alle creste, ai nevai. Alcuni momenti sono legati a cose semplici; cose semplici alle portata di tutti e non riservate solo ad alpinisti dell’estremo.

Chi ha passato almeno una notte in rifugio o in bivacco sa cosa intendo per cielo stellato.

Gianni ed io salivamo al bivacco Gervasutti nel cuore delle Dolomiti Friulane. Era come entrare in un luogo fatato la cui chiave ci veniva concessa. Per ottenerla bastava solo scarpinare per tre orette circa. Sceglievamo l’autunno, la stagione dalle temperature ancora miti e dai colori tenui. Alla sera cenavamo e ci concedevamo un paio di grappini. Lo sguardo rivolto ad ovest, aspettavamo il calar del sole. La giornata si congedava con il suo gioco emozionante di luci.

bivacco gervasutti

Panorama autunnale presso la vicina Forcella Spe

Poi accendevamo un fuoco con rami di mugo. Guardavamo silenziosi le fiamme alzarsi e prendere forza mentre respiravamo il profumo della resina bruciata. Ogni tanto uno schiocco dalle braci ci distoglieva dalle nostre riflessioni. La percezione della libertà mi stordiva. Prima di ritirarci nel nostro guscio di ferro restavamo ad osservare le stelle. Ignoravamo l’umidità crescente nell’aria. Le fissavo brillare oltre il vapore del mio respiro, finché i muscoli del collo non dolevano. Ero stupito dal loro numero e dal quel cielo buio così profondo, così vasto. La potenza che trasmetteva mi schiacciava. Mi sentivo infinitamente piccolo e sperduto sotto quel luccicante festival di stelle e soprattutto stupido per non avere capito talvolta che la vita è fatta di cosa semplici.

Lassù la ricetta della felicità si basava su tre ingredienti a portata di tutti: un amico, un fuoco, un cielo stellato. La si poteva realizzare anche a casa? Sarebbe bastato spegnere il televisore ed uscire in terrazzo con il naso all’insù? No non sarebbe stata la stessa cosa…Cristo, è tanto difficile?

Rientravamo nel bivacco infreddoliti per la notte. Ci preparavamo al sonno alla luce delle frontali. Un ultimo scambio di sciocchezze e risate ci trovava chiusi nei bozzoli dei sacchi piuma…. Erano notti magiche di cui al mattino restavano come unica testimonianza solo un paio di ceppi anneriti.

bivacco gervasutti

Il Bivacco Gervasutti 1940 mt – Dolomiti Friulane-

Poi come d’incanto il buio diventava meno buio e qualche spiraglio di luce si faceva sempre più spazio. L’alba di un nuovo giorno era lì a portata di mano. Più tardi la fuori il sole faceva già sentire il suo tepore ma io pensavo ancora al prodigio notturno a cui avevo assistito. Dietro di noi si ergeva il Cadin degli Elmi.

Ne raggiungevamo la cima salendo per canali e sfasciumi, guidati solo da qualche ometto. Una via normale d’altri tempi che ben si intonava a tutto il contesto. La vista spaziava fra il Cadore, il Bellunese, la Carnia ed il Pordenonese.

Poi scendevamo a valle lungo l’infinita Valle Santa Maria alle ultime luci del giorno nella limpida e frizzante atmosfera autunnale. Profondi e leggeri. In silenzio ognuno perso nei propri pensieri.

Mi sentivo il re dei monti !

Come arrivare al Bivacco Gervasutti

  • Dalla Val Cimoliana per la Val S. Maria – Segn. 356; ore 3.15.  E’ l’accesso più diretto ma piuttosto faticoso
  • Dal Rifugio Padova (1278 mt) per il Fosso degli Elmi e la Forcella Spè (2049 mt) – Segn 356 – 352; ore 3 Accesso più “morbido” e piacevole

Un percorso d’ indubbia bellezza è l’anello escursionistico: Rifugio Padova → Rifugio Tita Barba → Forcella Dei Lares → Forcella Val Misera → Forcella Spè → Bivacco Gervasutti -Rifugio Padova. (solo per escursionisti preparati). Vedi qui l’itinerario.

Info Bivacco Gervasutti

  • Bivacco a semi botte del tipo fondazione Berti dotato di nove posti letto, sempre aperto.
  • Acqua reperibile presso una piccola sorgente nelle vicinanze a cinque minuti dal bivacco (indicazioni).
3 commenti
  1. Roberto
    Roberto dice:

    Sono stato colto da un fremito e con l’immaginazione, unito alla bellezza delle parole, sono riuscito per un attimo a trasferirmi là. Nessun luogo è lontano. Grazie!!

    Rispondi
  2. Vittorio
    Vittorio dice:

    …..dimentichi il sentiero Arturo Marini….come altenativa….da rif.Pordenone…posti solitari…bellissimi…possibilità x casera sora laghet x rientro….comunque da dove si parte,il posto merita…..

    Rispondi

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