piani altitudinali delle Alpi

I piani altitudinali delle Alpi

Chiunque almeno una volta nella vita sia salito su un monte a piedi, in bicicletta, con la funivia o abbia percorso in macchina un valico alpino avrà notato come cambi, con l’aumentare dell’altitudine la vegetazione circostante.  Ogni montagna dalla base al suo vertice può essere suddivisa in base a diversi piani altitudinali. Le nostre Alpi non fanno eccezione a questa regola per cui ogni “piano” ha il suo paesaggio e la sua vegetazione.

Questo è dovuto in gran parte agli effetti che l’altitudine ha sulla temperatura e sull’umidità dell’aria. Devi tenere conto che la temperatura diminuisce mediamente di 0,6° ogni 100 metri di quota in condizioni di stabilità atmosferica e che più si sale più l’aria diviene secca e maggiore risulta l’irradiazione solare. Oltre all’altitudine un altro fattore importante che incide sul paesaggio è l’esposizione nord-sud del versante della montagna. E’ risaputo che a parità di quota i versanti settentrionali delle montagne presentano un paesaggio e una vegetazione spesso diversa da quelli esposti a meridione che usufruiscono nell’intero arco dell’anno un soleggiamento maggiore.

Mi preme precisare che i piani altitudinali  si susseguono gradualmente con delle zone di transizione più o meno ampie. Mi spiego: guardando un pendio con stessa esposizione (nord- sud-ovest-est), si noterà che la vegetazione muta gradualmente all’aumentare della quota. Nel caso di cambio repentino di versante anche rimanendo alla stessa quota capita spesso che la vegetazione muti invece assai bruscamente. Può succedere che sul versante sud di una montagna i faggi si spingano sino al limite del bosco, mentre sul versante nord prevalgono gli abeti rossi.

Per questo non è sempre facile individuare una linea netta di demarcazione tra i vari piani altitudinali.

Premesso ciò per quanto riguarda le  Alpi è tuttavia possibile distinguere cinque piani altitudinali con caratteristiche diverse tra loro.

I cinque piani altitudinali delle Alpi

  • Piano collinare. Va dal bassopiano fino a circa 500 metri. Si caratterizza per i boschi misti di latifoglie (carpino, acacia, quercia, castagno e nocciolo) e per i boschi di pino silvestre. In questo piano sono molto diffusi i frutteti (es le famose mele della Val Venosta e Val di Non) ed i vigneti. E’ sicuramente quello più antropizzato dei cinque. Il periodo vegetativo è maggiore di 250 giorni.
piani altitudinali

La Val di Croda (PN) – 400 mt -Piano collinare –

  • Piano montano. Il suo limite superiore varia anche di molto a seconda che si prenda come riferimento le Alpi settentrionali e centrali ( 1300-1500 mt) oppure quelle meridionali (1800 mt). Questa fascia è caratterizzata nelle montagne più esposte a sud e alle correnti umide provenienti dal mare dalla presenza del faggio. Nelle zone delle Alpi più secche è invece diffuso l’abete bianco mentre l’abete rosso vi cresce quasi sempre perchè piantato dall’uomo. La temperatura media annua si aggira tra i 5° e i 9°. Il periodo vegetativo supera i 200 giorni.
Piani altitudinali

Heiligenblut 1300 mt romantico paese ai piedi del Grossglockner – Piano montano –

  •  Piano subalpino. Il suo limite superiore oscilla dai 1900 ai 2400 metri a seconda della maggiore o minore esposizione al sole dei pendii. I boschi di conifere naturali la fanno da padrone. L’abete rosso, il larice e il pino cembro resistono a temperature molto basse e anche al gelo durante il periodo vegetativo. A queste quote non sono rari i giorni di forte vento. La copertura nevosa è presente almeno per sei mesi all’anno. La temperatura media annuale supera di poco gli zero gradi. Il periodo vegetativo dura dai 150 ai 200 giorni.
piani altitudinali

Forcella Spe 2049 mt – Dolomiti meridionali – Piano Subalpino

  • Piano alpino. Questo piano oscilla dai 2200 ai 3000 metri e si caratterizza da un periodo vegetativo estremamente breve (spesso inferiore a 100 giorni). L’irradiazione solare è molto intensa perché l’aria contiene meno umidità. Il vento quasi sempre presente spesso muta in una violenta bufera con raffiche che possono superare i 100 km/h. Le poche piante in grado di resistere (arbusti nani e pino mugo) ad un clima così duro sono sottoposte ad uno stress notevole. La neve presente per molti mesi all’anno protegge dal vento le piante. Senza contare che sotto la sua coltre il terreno è raramente gelato.
piani altitudinali

Nossberger hutte 2468 mt -Carinzia- Piano Alpino

  • Piano nivale. Inizia sopra i 3000 metri dove la neve è presente mediamente per almeno 10 mesi all’anno. Qui il terreno non è coperto da un tappeto vegetale continuo. Prevalgono i muschi e licheni. Solo qualche piccolissima pianta è capace di resistere a condizioni così proibitive come ad esempio il ranuncolo glaciale.
piani altitudinali

Petzteck 3283 mt – Alti Tauri- Piano Nivale

Questa cosa dei piani altitudinali mi ha da sempre affascinato. Già da bambino mi è sempre piaciuto durante le mie escursioni in montagna osservare i mutamenti della vegetazione all’aumentare dell’altitudine. Solo con un’osservazione attenta e profonda è possibile distinguere due piani altitudinali contigui. Come ho avuto modo di scrivere le differenze sono spesso sottili e bisogna concentrarsi non poco per individuarle. Questo è il bello del gioco! Un gioco che si fa soprattutto con gli occhi!

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