montagna da soli

Il fascino di andare in montagna da soli

Qualche giorno fa, durante una delle mie innumerevoli uscite in solitaria, pensavo a quanto è bello andare in montagna da soli. Era un venerdì di febbraio e stavo salendo sul Monte Guslon con gli sci ai piedi. A dire la verità non ero proprio solo; tre sci alpinisti mi precedevano ma li vedevo lontani, piccoli piccoli, già molto in alto. Intorno a me solo neve che luccicava al sole, montagne bianchissime e silenzio.

In montagna da solo ci vado alcune volte per necessità, e altre volte per scelta. Non che non mi piaccia la compagnia anzi, ma da solo è un’altra cosa, una cosa diversa che a me piace tanto e a cui non riuscirei molto facilmente a rinunciare. Mi capita di andare in montagna da solo a piedi, con gli sci, in bicicletta, con il bello e con il cattivo tempo. Spesso per poche ore, a volte per un giorno o anche più. Quando ho bisogno di stare solo con me stesso e devo  prendere qualche decisione importante, o ancora quando mi sento stressato trovo assai utile passare una notte da solo, sperduto in qualche casera delle mie montagne.

in montagna da solo

Durante le uscite solitarie ci si sente padroni del proprio tempo e di come impiegarlo, si dialoga solo con se stessi e ogni sensazione viene amplificata al massimo. Il silenzio a volte è talmente forte che fa quasi rumore. Può dar fastidio il silenzio se non ci si è abituati, soprattutto le prime volte. Per molti la solitudine significa angoscia, per me non è così: sono momenti preziosi, occasioni per guardarmi dentro o almeno di tentare di farlo. Personalmente l’angoscia la vivo invece quando mi trovo in mezzo a tanta gente e non riesco a comunicare e ad essere apprezzato per quello che realmente sono.

Sul Monte Guslon quel venerdì mattina, le condizioni della neve erano perfette, c’era il sole, mi sentivo da dio ed ero proprio contento di essere lì in compagnia solo del rumore del mio respiro, senza nessuno vicino a me. Pensavo a  tutte quelle volte che mi è successo di parlare con qualcuno di questo mio modo di vivere la montagna. Quasi sempre ho avuto l’impressione che mi prendessero per pazzo o per incosciente. Le obiezioni  sempre le stesse: e se ti succede qualcosa? Se ti fai male? E se è inverno e resti sotto una valanga, come fanno a trovarti? Alla fine quasi tutti concordano nell’affermare che  in montagna non si va mai da soli. Ma a dirla tutta io non mi sento proprio così incosciente, come non mi sento poi così sicuro quando sono con qualcun altro, e ancora meno se c’è un sacco di gente sopra la mia testa.

Anche essere in compagnia non è sempre sinonimo di sicurezza come non è l’Arva a fermare le valanghe, ripetevo tra me e me! E’ solo una carta in più che puoi giocarti nell’ultima mano della partita sempre che quelli che sono con te lo sappiano usare… Anche la corda, da sempre nell’immaginario della gente sinonimo di sicurezza, può diventare un arma a doppio taglio se non usata nel modo giusto. Ne sono esempio le numerose tragedie che si verificano periodicamente in alpinismo che coinvolgono cordate “in conserva”. Con questo tipo di progressione, che normalmente viene usata su terreno facile o su ghiacciaio, due o più persone sono legate tra loro, spesso però senza nessun ancoraggio fisso al terreno. Molti, soprattutto se principianti, si sentono sicuri solo per il fatto di essere legati a qualcun altro. Da soli o in compagnia, la conoscenza è pur sempre il migliore strumento per l’identificazione dei pericoli e questo per ogni attività outdoor legata alla montagna. E’ questo quello che mi girava per la testa quel venerdì mattina.

in montagna da soli

Personalmente, quando sono in montagna da solo, mi sento molto più attento, osservo molto di più, ho forse più paura e rispetto di quello che mi sta attorno e, se ho qualche dubbio, è molto più facile che torni indietro sui miei passi. Sono solo io che decido cosa è meglio fare o non fare per non farmi male. Questo vale per qualsiasi cosa stia facendo: un sentiero a piedi, una facile via normale a qualche cima dolomitica, una gita di scialpinismo o ancora un sentiero di montagna in sella alla mia MTB.

Eppure anche i giornali e la televisione lo ribadiscono spesso: non si va in montagna da soli!

Proprio per questo oggi voglio approfondire questo tema e, andando un po’ controcorrente voglio spezzare una lancia a favore di quelli come me a cui piace andare in montagna  da soli  con uno specifico riferimento alla sicurezza. I contro sono evidenti e conosciuti da tutti, ma ci sono anche dei pro, vediamoli.

I vantaggi di andare in montagna da soli

  • Le decisioni vengono prese molto più velocemente. Il tempo che passa dalla decisione all’azione in molte situazioni può essere determinante. Ho notato che quando si è con altre persone, soprattutto se il gruppo è numeroso, anche di fronte ad una semplice decisione si è più lenti e vi è una certa difficoltà a mettere d’accordo tutti.
  • Quando si è da soli si ha normalmente una più alta percezione del rischio. Anche durante una semplice passeggiata il livello di attenzione è normalmente più alto. In gruppo è molto più facile che il singolo componente si senta più sicuro e abbassi la guardia oppure ancora che si  prenda dei rischi che da solo  non si prenderebbe.
  • Ad andare in montagna da soli, affrontandola sempre con gradualità, con il passare del tempo si diventa responsabili delle proprie scelte e si acquista fiducia in se stessi.
  • Più forte è il contatto che instauriamo con la natura, non ci sono distrazioni al di fuori di quello che ci sta attorno. La solitudine acutizza la sensibilità ed amplifica le emozioni.

in montagna da soloCon questo non voglio spronare la gente ad andare in montagna da sola, e nemmeno dire che è meglio o peggio rispetto ad andarci in compagnia. E’ solo uno dei tanti modi di vivere la propria passione, bisogna prima di tutto provare, prima di giudicare, cominciando, perché no, anche da una breve passeggiata. Poi magari succederà che, per scacciare la noia della solitudine, saremo ben contenti quando torneremo in montagna in compagnia.

Se questo articolo ti è piaciuto leggi anche contrasti di primavera al Cadin di Magor, il racconto di una bella giornata passata da solo in un luogo sperduto delle Alpi Carniche.

E voi cosa ne pensate? Andate mai in montagna da soli? Sono riuscito ad incuriosirvi?

20 commenti
  1. Daniele Imperi
    Daniele Imperi dice:

    Non ci sono mai stato, a parte all’estero, ma più che montagna ero in pianura/collina. Però ho scoperto la bellezza di viaggiare da solo. E concordo con i vantaggi che elenchi.

    Quest’anno me ne andrò in Finlandia da solo, ho deciso.

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  2. Elia Origoni
    Elia Origoni dice:

    L’estate prossima intraprenderò la completa traversata delle alpi, da Vienna a Genova, da solo.
    sarò accompagnato ogni tanto da persone che conoscerò lungo la strada, da amici che vorranno seguirmi per alcuni tratti…ma per il resto sarò da solo. Non è stato semplice decidere di fare più di 2.000 Km di sentieri da solo. Anche io viaggiavo spesso da solo, e in questo tuo articolo mi ci sono ritrovato completamente!!
    ciao!!

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Bellissimo!, quello che hai deciso di fare è bellissimo e devo proprio confessarti che è anche un mio sogno. Mi piacerebbe accompagnarti due o tre giorni quando passi qui a nord est (Friuli o Austria). Se ti può far piacere potrei ospitarti nel mio blog con un paio di articoli. Uno prima di partire e uno a traversata ultimata. Sarebbe bello
      teniamoci in contatto

      un saluto

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  3. pier luigi andrighetto
    pier luigi andrighetto dice:

    sono un appasionato della prima guerra mondiale e le mie escursioni nei luoghi della grande guerra delle grandi battaglie li faccio sempre da solo : in quei luoghi trovo emozioni che non potrei copndividere con altri perché sono mie e solo mie ” non dico per gelosia” ed è in quei luoghi ; 2000 mt anche piu’che rimembro e porto al presente il vissuto dei soldati la loro sofferenza (penso) ma non potro’ mai immaginare le loro tribolazioni ….si da soli è un’altra cosa ciao a tutti

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  4. nik
    nik dice:

    io vado spesso in solitaria, e condivido tutto quanto scritto nell’articolo, ci sono solo dei momenti quando mi incontro con altre persone che mi sento un pesce fuor d’acqua,mi sento a disagio insomma….la mia è una scelta solo a volte in quanto il lavoro che faccio non mi permette spesso di esser libera nei fine settimana. così pur di farmi un bel giretto fra le nostre splendide montagne vado sola nonostante in alcuni momenti prenda il sopravvento questa sgradita sensazione! leggere poi che ci sono molte altre persone che come me affrontano questa esperienza da sole mi da la spinta per continuare!

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  5. mario
    mario dice:

    Concordo, anche io sono stato del partito meglio in due che solo, ma certe sensazioni le vivi quando sei solo con il tuo obiettivo…e il silenzio come dici, piuttosto che la maggior percezione del pericolo o della consapevolezza a cui vai incontro e’ qualcosa che lo vivi meglio in solitaria. Soli o in compagnia io penso solo a una cosa: la montagna vuole rispetto, ed in questa parola viene racchiuso un mondo che chi la vice conosce e teme….

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  6. Elena
    Elena dice:

    Andare da soli a volte è una necessità, io piuttosto che rinunciare per mancanza di compagnia, mi lancio a fare le mie piccole esperienze in montagna sia a piedi che in Mtb.. andando da soli si capiscono molte cose di se stessi

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  7. Agostino Venturini
    Agostino Venturini dice:

    Potrei averli scritti io questi pensieri, tali e quali. Sottoscrivo in pino quanto hai detto, e voglio condividere il tuo post sulla mia pagine Facebook. Buona Montagna Fabrizio. Un saluto, Ago.

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  8. Carla Del Forte
    Carla Del Forte dice:

    Vado quasi sempre da sola , non perché non mi piaccia la compagnia..anzi
    Ma trovo che il girare in solitudine sia per me una sorta di meditazione , ho viaggiato per il mondo quasi sempre da sola e questo mi ha dato delle grandi esperienze e sviluppare una mente e un pensiero che non si uniformano alla massa .,,, Un ottimo terreno di crescita e di maturazione ! 🙂

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  9. Eula
    Eula dice:

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  11. Ivan Gallo
    Ivan Gallo dice:

    Andare in montagna da soli è una cosa stupenda!!! La percezione di tutto ciò che si ha intorno…ascoltare la natura e annusare gli odori… Anche solamente farsi una tisana calda all’alba dopo una notte in tenda o bivacco mentre si guarda il panorama è si ascolta il risveglio della natura…Non c’è paragone a tutto ciò!!! Emozioni difficili da descrivere a parole almeno per me!!!

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  12. Andrea Magnani
    Andrea Magnani dice:

    Attenzione a non sottovalutare l’imponderabilità dell’ambiente montano. Essere in gruppo è fondamentale nei momenti in cui qualche avvenimento non prevedibile accade.
    Aggiungo poi che molte conclusioni sono tratte partendo dal presupposto del non essere in armonia con eventuali compagni. Ribalto la questione: e se al contrario siamo con persone fidate e che conosciamo bene, con le quali la sintonia è alta non solo nella condivisione delle scelte ma anche per l’interpretazione del da farsi e con il modo di vivere la montagna?
    A mio modo di vedere in questo caso il gruppo vince, sempre. Se non ci fidiamo dei nostri compagni di cordata, forse è il caso di cercarne dei nuovi e se continuiamo a non trovarne di “adeguati”, forse è il caso di chiedersi se la cosa non dipenda da noi stessi.

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  13. jack
    jack dice:

    Buongiorno, complimenti per il sito. Seppure anche io talvolta vada in montagna da solo, ritengo saggio che si bombardi la gente dicendo di andare in montagna in compagnia, specialmente perchè la ‘massa’ è costituita da persone che hanno poca confidenza con la montagna. Quando uno si sentirà pronto valuterà con la propria testa/coscienza/ESPERIENZA che andare da soli è possibile e spesso affascinante.

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  1. […] Un’ escursione in montagna può essere fatta da soli, in due o in più persone ma sempre con la consapevolezza di cosa si va a fare e dei nostri limiti. Se nonostante tutti gli accorgimenti qualcosa dovesse andare storto (incidente causato da: scivolata, malore, caduta sassi o ancora perdita di orientamento, maltempo serio ecc..) mantenere la calma e chiamare il soccorso al numero 118. Non abusatene però quella della chiamata al soccorso è “l’estrema ratio”. […]

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