professionisti della montagna

Quali sono i professionisti della montagna

Anche la montagna ha i suoi professionisti. Ma chi sono e cosa fanno questi professionisti della montagna non è cosi chiaro a tutti. In effetti sono molte le persone che lavorano e operano in tale ambiente, basti pensare ai gestori di rifugio, ai malgari, ai boscaioli, o ancora ai gattisti delle nevi, per non parlare poi di tutta una serie di altri mestieri che gravitano attorno al turismo montano.

Tutte queste però non possono essere considerate professioni perchè le professioni si distinguono dai mestieri per la sussistenza di un ordine professionale avente il fine di garantire la qualità delle attività svolte dai professionisti stessi. Questo principio è valido a livello del mare come a 3000 mt!

Al di là di questa differenziazione tecnica, quando si parla di professionisti della montagna a me piace pensare a delle persone che, oltre ad avere il naso rosso e alla pelle bruciata dal sole, hanno investito tempo, denaro e tanto impegno in un lungo e severo percorso formativo con lo scopo di fare della propria passione per la montagna un vero e proprio lavoro.

Ma chi sono i professionisti della montagna?

Le professioni della montagna sono disciplinate  dalla legge quadro nazionale  6/1989 e dalla legge 81/1991 (per i maestri di sci). La prima riporta tassativamente alcune figure protette (le prime quattro elencate) che dovrebbero almeno sulla carta operare nell’ambito del turismo montano in modo esclusivo all’interno degli ambiti di loro competenza. Dico dovrebbero perché purtroppo anche in montagna come in città non è raro imbattersi in alcuni casi di abusivismo.

Senza contare poi che, specie in ambito escursionistico, l’ampia delega lasciata dallo stato alle regioni di legiferare in materia, ha contribuito a creare una babele di figure, con formazione disomogenea e con dubbie professionalità. Qui la proverbiale fantasia italica ha dato sfogo al meglio di sè facendo uscire dal cilindro figure assai curiose capaci di danneggiare, specie quando escono dagli ambiti loro assegnati,  non solo i veri professionisti ma i clienti stessi che a causa della grande confusione non hanno riferimenti certi e chiari.

Ciò è particolarmente grave se si pensa che la montagna è una cosa seria e che potrebbe essere messa in gioco proprio l’incolumità delle persone che si affidano a questi furbacchioni che si spacciano per guide qualificate senza esserlo. Per cui se proprio dobbiamo pagare qualcuno per andare in montagna assicuriamoci che la persona a cui facciamo riferimento sia un vero professionista. Come? Chiedendo di esibire il patentino!

Solo coloro che si affidano ai 5 professionisti elencati poc’anzi possono avere la garanzia di essere seguiti da personale adeguatamente formato, qualificato ed in regola con le coperture assicurative.

Per avere informazioni dettagliate su ogni singola figura professionale rimando al nuovo sito delle Guide Alpine e a quello del Collegio Nazionale dei Maestri di sci.

professionisti della montagna

In merito al rapporto contrattuale che si instaura tra il professionista ed il cliente è bene sapere che il professionista esercita un’attività intellettuale avente per oggetto un’obbligazione di mezzi. Questo fa si che l’obbligazione si intende adempiuta quando il professionista dimostra di aver impiegato con diligenza i mezzi a sua disposizione per garantire l’esercizio della sua attività nel rispetto della massima sicurezza per sè e per il cliente a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo (risultato) prefissato.

Faccio un esempio per spiegarmi meglio: Il Sig. Rossi si affida ad una Guida Alpina per salire il Monte Bianco, il sogno della sua vita. Dopo tutti i preparativi cliente e guida partono dal rifugio per la vetta. Se la guida dovesse ritenere che le condizioni del tempo e della montagna non permettano di proseguire con un adeguato margine di sicurezza potrà sempre decidere di tornare indietro senza che il cliente possa richiedere il risarcimento del danno per non aver raggiunto la cima e senza che esso possa sottrarsi all’obbligo del pagamento della prestazione.

Il professionista della montagna può sbagliare?

Certo non esiste un professionista al mondo, e non solo nell’ambito della montagna, che sia munito di patentino di infallibilità. Essendo persona è soggetto anch’esso ad errori di valutazione o a sbagli come qualsiasi altro essere umano. A differenza però di chi professionista non è sicuramente è in grado di fornire maggiori garanzie circa la sua preparazione che deriva da una solida  formazione di base, dalle competenze acquisite sul campo e dalla sua partecipazione obbligatoria a continui aggiornamenti periodici.

Perchè andare in montagna con un professionista

  • Per imparare a conoscere la montagna a fianco di una persona fidata e preparata e che dispone di una solida cultura dell’ambiente montano.
  • Per aumentare il proprio bagaglio di conoscenze tecniche grazie alla capacità del professionista di trasmettere con efficacia il suo sapere.
  • Per affrontare la montagna con il maggior margine di sicurezza possibile affidandosi a persone capaci di gestire nel miglior modo possibile i rischi insiti nell’espletamento dell’attività alpinistica o escursionistica e preparate ad affrontare eventuali situazioni di emergenza.

In Italia la cultura di affidarsi a dei veri professionisti della montagna non è purtroppo molto diffusa. Diversa è la situazione nei paesi d’oltre alpe dove vi è una percentuale maggiore di persone che ricorrono abitualmente a queste figure qualificate per realizzare i propri sogni nel cassetto o per imparare ad andare in montagna.

Qui da noi invece succede quasi sempre  che il neofita o chi è alle prime esperienze si rivolga al CAI o all’amico esperto che magari proprio esperto non è. D’accordo, comportandosi in questo modo  tutto è gratis o quasi, ma siamo sicuri che questa sia sempre la migliore soluzione? Certo le scuole del CAI svolgono da sempre un importante ruolo nell’avvicinare le persone alla montagna ma non bisogna dimenticare che gli istruttori CAI sono pur sempre dei semplici volontari che frequentano la montagna normalmente solo nei fine settimana.

Allora perché non allargare i propri orizzonti rivolgendosi a chi ha fatto della montagna il proprio lavoro confidando nelle capacità del professionista di guidarvi ed aiutarvi a conoscerla sempre meglio con un occhio sempre vigile alla sicurezza?

Voi cosa ne pensate?

65 commenti
  1. Pietro Matarazzo
    Pietro Matarazzo dice:

    Nel 1904 nasceva il Club Alpino Accademico, associazione nata per promuovere l’alpinismo “senza guida”. Non si trattava di una combriccola di pazzi, ma di giovani molto preparati che avevano imparato ad affrontare le massime difficoltà senza il bisogno di farsi accompagnare. Il CAAI gode ancor oggi di ottima salute, e i suoi componenti sono stati ambasciatori dell’Italia nel mondo, portando a termine salite di portata storica, spostando progressivamente i confini del possibile.
    Con le loro salite hanno testimoniato e fatto capire a tutti che l’alpinismo non consiste nell’arrivare in cima, ma nel raggiungerla con le proprie forze, e che la scoperta di sé e dell’ambiente può avvenire anche lungo un modesto tracciato di bassa quota, a patto di averlo percorso grazie alle proprie risorse. Ciao!

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Il CAAI è solo la punta di diamante del CAI e non tutti hanno il tempo, la voglia e le motivazioni di fare alpinismo ad alto livello come lo è per chi fa parte del Club alpino Accademico. Anche la professione di guida o di accompagnatore ha origini antiche tanto è vero che i vari Grohmann, Ball ecc.. salirono per primi le maggiori montagne delle dolomiti accompagnati da delle guide di valle. Non vi è un solo modo di vivere e di avvicinarsi alla montagna. Il bello dell’andar per monti è anche questo. Ciao

      Rispondi
      • Pietro
        Pietro dice:

        Le Guide, organizzate o meno, esistono da ben prima dell’Accademico! Quest’ultimo è nato quando, timidamente, semplici appassionati, anche gente di città, ha iniziato a muoversi “senza guida”.
        Si tratta quindi di un passo successivo, di un’evoluzione nella storia dell’andar per monti, del quale il tratto importante non è tanto il livello della realizzazione, quanto l’acquisizione di autonomia, esercitata, come scrivevo sopra, anche “lungo un modesto tracciato di bassa quota”.

        Rispondi
  2. Michele Livottii
    Michele Livottii dice:

    le due figure, il Professionista e il Volontario non devono convergere o sovrapporsi ma possono e devono essere complementari per una frequentazione consapevole in ambiente alpino

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Ciao Michele

      Sono d’accordo con te sul fatto che le due figure debbano essere complementari. Voglio precisare che il mio riferimento al CAI non deve essere preso come qualcosa di offensivo dettato da chi ha paura della concorrenza… Ho voluto mettere solo al corrente che non esiste solo il Cai per chi vuole avvicinarsi alla montagna. Poi se un giorno, e me lo auguro, ci sarà maggiore collaborazione tra CAI e professionisti sarò ben contento. Ci mancherebbe

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  3. Michele Livottii
    Michele Livottii dice:

    Avevo ben compreso il senso tanto che ne abbiamo già parlato anche pochi giorni fa, lodando il tuo nuovo percorso formativo. Poiché i blog sono fatti per alimentare dibattiti e confronti a distanza, ho tentato di contribuire con una mia sintesi

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      E per questo ti ringrazio anzi se un giorno hai voglia e tempo di scrivere anche tu qualcosa nel mio blog a riguardo sei ben accetto. Devo confidarti che è stato davvero piacevole confrontarmi con te su questo tema davanti ad un piatto di caldarroste! Un caro saluto

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  4. Riccardo Caserini
    Riccardo Caserini dice:

    Buonasera,
    non conoscevo questo blog, ma sono rimasto sorpreso dai contenuti di questo articolo. Immagino che chi l’ha scritto sia un Accompagnatore di Media Montagna, che evidentemente è completamente all’oscuro di tutti i cambiamenti che ci sono stati nelle professioni in generale e in quelle turistiche nel caso specifico dopo la legge 14 gennaio 2013 art.4 e le numerose sentenze della Corte di Cassazione in materia di attività professionali turistiche.

    Affermare che le uniche professioni in montagna sono quelle sopra elencate è assurdo e anacronistico. Anche pensare di dover dimostrare la propria preparazione esibendo un patentino rilasciato da una Regione che oggi non ha più alcun valore, lascia intendere una assoluta disinformazione sugli aspetti legali che regolamentano queste professioni e mi chiedo se qualcuno fa dei corsi di aggiornamento su questi temi agli AMM.

    In estrema sintesi:
    1. qualunque cittadino italiano è libero di esercitare una professione e ha diritto di farlo, ovunque. L’Italia, con molto ritardo, si è adeguata a questo principio dettato da norme della Comunità Europea
    2. contrariamente a quanto riportato, lo Stato non ha lasciato nessuna delega alle Regioni di legiferare in tema di professioni turistiche e la Cassazione ha ribadito più volte che tale materia è esclusiva competenza dello Stato. Pertanto, tutte le leggi regionali non hanno più valore nelle parti in cui hanno preteso di regolamentare questo aspetto del turismo. Alcune di esse sono state impugnate e sono decadute; altre, sono formalmente in piedi finché qualcuno non fa opposizione ma decadono automaticamente nel momento in cui vengono impugnate.
    3. per effetto della legge 14 gennaio 2013, sono le Associazioni di categoria che hanno il compito di certificare la qualità dei professionisti ad esse affiliati, fornendo così una garanzia a coloro che vengono accompagnati dalle Guide. Tuttavia, non è obbligatorio per un professionista iscriversi ad un’associazione di categoria ed è libero di esercitare la professione autonomamente.

    In italia siamo pieni di norme e leggi regionali, provinciali, comunali che pretendono di stabilire chi ha diritto o meno di esercitare una professione turistica e che il più delle volte servono a creare delle situazioni di privilegio e delle barriere di ingresso nelle professioni invece che fornire garanzie agli utenti.
    Ora tutto sta cambiando: Guide Turistiche, Accompagnatori Turistici, Guide Ambientali Escursionistiche, Accompagnatori di Media Montagna, Guide Alpine, etc., tutti dovranno rinunciare a godere di posizioni di privilegio basate su leggine e patentini, dimostrando sul campo le proprie competenze e la propria preparazione e saranno i Clienti i migliori giudici che decreteranno il successo professionale o meno di una Guida.

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  5. Furio Sabatini
    Furio Sabatini dice:

    Non è questione di ‘entrare in polemiche’: La legge 2013 n.4 si riferisce a professioni ‘non organizzate in ordini e collegi’. Ma si da il caso che le professioni della montagna siano appunto normlte e organizzate dalla Legge quadro nazionale 6/89. Tale legge prevede le categorie professionali citate nell’articolo, e non altre. Chiaramente è una legge datata e migliorabile (e infatti si sita cercando di farlo), ma al momento quella è. E le leggi si rispettano.

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  6. Davide Galli
    Davide Galli dice:

    Gentile Sabatini,
    una legge che ha 25 anni di età va citata con tutte le integrazioni, sentenze e modifiche che nel frattempo sono intervenute. E il quadro normativo va citato nella sua completezza, senza omissioni. La legge 4/2013 definisce le Guide Ambientali Escursionistiche in modo chiaro: “È Guida Ambientale Escursionistica o Guida Naturalistica chi accompagna in sicurezza, a piedi o con altro mezzo non a motore (fatto salvo l’uso degli stessi per raggiungere i luoghi di visita), persone singole o gruppi in ambienti naturali, anche innevati, assicurando anche la necessaria assistenza tecnica e svolgendo attività di didattica, educazione, interpretazione e divulgazione ambientale ed educazione alla sostenibilità.”
    C’è una legge dello Stato Italiano, che recepisce una norma Europea, più recente e gerarchicamente superiore alle leggi regionali indispensabili per definire sia gli AMM in alcune regioni che le GAE con patentini regionali in altre.
    In questo senso quindi compilare un elenco dei “professionisti della montagna” che esclude le G.A.E. significa scrivere una cosa oggettivamente sbagliata o volutamente parziale.

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  7. Luca Berchicci
    Luca Berchicci dice:

    Egr.o Sig. Vago,
    mi permetto di intervenire per correggere una sua affermazione (ed anche quelle dei commentatori) che potrebbero indurre in errore i lettori nell’ambito di un importante dibattito.
    Lei scrive: “le professioni si distinguono dai mestieri per la sussistenza di un ordine professionale avente il fine di garantire la qualità delle attività svolte dai professionisti stessi”.
    Ciò che in realtà distingue una professione da un mestiere è la prevalenza della componente “intellettuale” nell’esercizio del lavoro rispetto a quella materiale cioè al creare o produrre un qualcosa.
    Un artigiano “crea” un oggetto mentre il professionista fornisce un servizio con apporto prevalente del suo lavoro intellettuale.
    La legge può imporre ai professionisti di essere iscritti ad un Albo o Collegio per esercitare la loro professione (vedi notai, avvocati, medici ecc.). Tuttavia esistono anche professioni e professionisti cui non è imposto questo vincolo (vedi amministratori di condominio, archeologi, tributaristi, naturopati ecc).
    Le professioni da lei citate di guida Alpina e Maestro di sci rientrano nella prima categoria e vengono solitamente definite “protette” perchè nessuno può esercitare quella professione se non ha la relativa abilitazione e non è iscritto al relativo albo o collegio.
    Tra le professioni del secondo tipo, il cui esercizio è libero, c’è quella della Guida Ambientale Escursionistica cioè dei professionisti che si occupano in senso generale di accompagnamento in natura ed educazione ambientale.
    La legge 4/2013 citata in alcuni commenti ha liberalizzato tutte le professioni non protette (quelle del secondo tipo di cui sopra) lasciando alle associazioni di categoria il compito di tabilire il nome della profesione ed il profilo professionale.
    L’AIGAE, Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche ha “ufficialmente” svolto tale compito con l’avallo del Ministero dello Sviluppo Economico che l’ha inserita nell’elenco delle Associazioni Professionali ai sensi della legge 4/2013.
    Ma qual’è allora il limite oltre cui non si può andare per non violare la riserva di attività a favore di Guide Alpine e Maestri di Sci?
    Semplificando ma senza sbagliare possiamo dire che sono riservate a quelle professioni le attività che prevedono l’uso degli sci, di corda piccozza e ramponi.
    Per il resto l’attività di accompagnamento in natura è libera e può essere esercitata da chiunque e senza limiti territoriali di alcun tipo.
    Il CAI ha una sua legge regolatrice che permette ai suoi soci di esercitare l’attività di accompagnamento, anche con l’uso degli sci, di corda piccozza e ramponi purchè in modo volontario e gratuito.
    Se vorrà avrò il piacere di scrivere più diffusamente sul suo blog di argomenti giuridici e legislazione perchè mi rendo conto che è un terreno in cui ancora regna tanta, incolpevole confusione a cagione della “ragnatela” lagislativa in cui siamo stati catturati dai nostri amministratori.
    Un caro saluto
    Luca Berchicci
    Avvocato e Guida Ambientale Escursionistica

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    • stefano michelazzi
      stefano michelazzi dice:

      tanto per delucidare qualcosa che forse ti è sfuggito…?
      legge 6/1989
      Art. 2
      Oggetto della professione di guida alpina
      1. E’ guida alpina chi svolge professionalmente, anche in modo non esclusivo e non continuativo, le seguenti attività:
      2.
      a) accompagnamento di persone in ascensioni sia su roccia che su ghiaccio o in ESCURSIONI in montagna;

      QUINDI DIREI CHE ALMENO PER QUANTO RIGUARDA LA SUDDIVISIONE DEI TEMI CIO’ CHE SCRIVI E FORMALMENTE E SOSTANZIALMENTE ERRATO!

      Rispondi
      • Davide Galli
        Davide Galli dice:

        Non puoi citare la legge 6/1989 senza tutte le successive sentenze che la integrano. Da quel che leggo l’Avv. Bercicchi ti scrive che non vuole annoiare i lettori con tutti i dettagli e riassume in parole semplici il risultato di tutti i ricorsi, controricorsi, respingimenti, sentenze, pronunciamenti: “Semplificando ma senza sbagliare possiamo dire che sono riservate a quelle professioni le attività che prevedono l’uso degli sci, di corda piccozza e ramponi.”
        Il concetto di non esclusività dell’attività escursionistica è risolto e superato da almeno una quindicina d’anni…

        Rispondi
  8. Fabrizio Vago
    Fabrizio Vago dice:

    In riferimento al commento di Riccardo ribadisco che le sole professioni del turismo montano attualmente disciplinate da una legge nazionale sono quelle di Guida Alpina – Accompagnatore media montagna e guida vulcanologica di cui la legge 89/6 oltre a quella del maestro di sci.Entrando poi nel campo specifico della professionalità mi preme sottolineare una cosa: la professione non deve essere svolta necessariamente con carattere di continuità ma con competenza.Proprio a garanzia della competenza nel caso specifico della guida alpina e dell’accompagnatore di media montagna l’abilitazione e l’esercizio della professione è subordinato al fatto del superamento di un percorso formativo assai lungo e severo e alla partecipazione continua agli aggiornamenti anche dopo l’ottenimento del patentino.

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    • Marco
      Marco dice:

      Certamente, ma attenzione, che non tutti quelli che non sono AMM non hanno seguito un percorso formativo di tutto rispetto, nel caso delle GAE ad esempio ci sono percorsi formativi che durano quasi un anno, con 400 ore di formazione e quant’altro,

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  9. Furio Sabatini
    Furio Sabatini dice:

    L’AIGAE è inserita nell’elenco di cui alla legge 4/2013 semplicemente perchè lo ha richiesto, e il Ministero specifica chiaramente che tale inserimento non costituisce un avallo da parte del Ministero stesso. D’altra parte una legge specifica sulle professioni della montagna esiste e non è stata abrogata, e — sarà un caso — sempre pù regioni, pur a distanza di tanti anni, scelgono di adeguarvisi, istituendo e formando gli AMM (nell’ultimo anno Trentino, FVG, Veneto, prossimamente forse anche la Toscana).

    Rispondi
  10. stefano michelazzi
    stefano michelazzi dice:

    Su questo link, vista la discussione che sta prendendo una piega particolare chi fosse interessato e maggiormente le parti in causa che hanno relazionato sui post precedenti si trova una relazione abbastanza ben comprensibile con molti riferimenti normativi.
    Detto questo le uniche figure professionali riconosciute e leggiamo bene la definizione prima di perderci in discussioni inutili sono quelle previste dalla legge quadro nazionale 6/1989 e dalla legge 81/1991 come ben specificato dall’articolo.
    Esiste una normativa peraltro molto recente sulle professioni atipiche legge 4/2013 in base alla quale grazie anche a leggi regionali e/o provinciali, attualmente alcune figure appunto atipiche quindi al di fuori dalle norme nazionali e delle varie sentenze in proposito possono esercitare in determinati ambiti e senza le caratteristiche che vbedano q

    Rispondi
  11. stefano michelazzi
    stefano michelazzi dice:

    Su questo link, vista la discussione che sta prendendo una piega particolare chi fosse interessato e maggiormente le parti in causa che hanno relazionato sui post precedenti si trova una relazione abbastanza ben comprensibile con molti riferimenti normativi.
    Detto questo le uniche figure professionali riconosciute e leggiamo bene la definizione prima di perderci in discussioni inutili sono quelle previste dalla legge quadro nazionale 6/1989 e dalla legge 81/1991 come ben specificato dall’articolo.
    Esiste una normativa peraltro molto recente sulle professioni atipiche legge 4/2013 in base alla quale grazie anche a leggi regionali e/o provinciali, attualmente alcune figure appunto atipiche quindi al di fuori dalle norme nazionali e delle varie sentenze in proposito possono esercitare in determinati ambiti e senza le caratteristiche alpinistiche di esclusivo esercizio delle Guide Alpine:
    Abusivismo spietato ve n’è fin troppo quindi sarebbe il caso di evitare di perdersi in disquisizioni senza alcuna caratteristica culturale e/o formativa per le persone comuni che non sanno poi più che pesci pigliare…!

    Rispondi
    • Davide Galli
      Davide Galli dice:

      Il problema è che questa affermazione è sbagliata come principio:
      “Tutte queste però non possono essere considerate professioni perchè le professioni si distinguono dai mestieri per la sussistenza di un ordine professionale avente il fine di garantire la qualità delle attività svolte dai professionisti stessi. Questo principio è valido a livello del mare come a 3000 mt!”.
      Ci sono diverse professioni che non sono vincolate agli ordini e tra queste ci sono altri professionisti della montagna e dell’accompagnamento in natura come le Guide Ambientali Escursionistiche. Non citarle significa omettere volutamente e arbitrariamente un dato di fatto. Capisco che non si può entrare troppo nello specifico per non confondere l’appassionato di montagna e quindi il lettore medio di questo blog, ma non citare la Legge 4/2013 e almeno le principali sentenze di Cassazione e Corte Costituzionale riferendosi a una legge di 25 anni fa come se nulla nel frattempo fosse successo significa dare un’informazione sbagliata.
      Così come non specificare al lettore che la figura dell’Accompagnatore di Media Montagna è stata istituita solo nella minoranza delle Regioni in un articolo che lascia intendere che siano professionisti che troverà in tutta Italia è fuorviante. Nella mia Regione ad esempio, come in tante altre, non troverà AMM.
      Scorretto e grave è secondo me anche sottintendere che chi non appartiene al parziale elenco indicato sia un “abusivo”. Sono abusive quindi quasi 2000 guide iscritte ad AIGAE e quelle sì operative in tutte le Regioni italiane?

      Davide Galli
      Coordinamento AIGAE Emilia-Romagna

      Rispondi
      • stefano michelazzi
        stefano michelazzi dice:

        se avessi un po’ di pazienza in più e leggessi meglio ti accorgeresti che proprio qui sotto è linkata la pagina che rimanda al sito AIGAE dove giustamente viene riportata la 4/2013 che riconosce le professioni atipiche ma anche quello molto correttamente, vengono evidenziate anche le sentenze e gli altri decreti a corollario.
        Dire che Guide Alpine A:M.M. e Guide Vulcanologiche sonbo le uniche figure riconosciute come professioni intellettuali non è sbagliato è definizione giuridica.
        Riconoscere in altri ambiti figure non inserite nella legge quadro nazionale surclassando di fatto la sovranità dello Stato è quantomeno poco corretto e non è quindi casuale che sia un argomento attualmente in discussione il divario che si è venuto a creare tra legge di Stato e legge regionale e/o provinciale.
        Ravvisare in una figura non contemplata nella 6/1989 forme di abuisivisno della professione art. 348 codice penale, spetta alla magistratura come spesso si trova a fare. Non elenco ora episodi già accaduti per la quale sono indagati accompagnatori non inseriti nelle suddetta legge perchè lo troverei scorretto ma ci sono, come ci sono stati già casi di condanna (vedi Trentino), quindi spetta appunto alla magistratura valutare e nel caso sanzionare.
        L’articolo qui sopra non definisce chi sono gli abusivi ma avverte che ve ne sono, sarà poi intelligenza del singolo individuo, valutare la convenienza a rivolgersi da una parte o dall’altra per il proprio accompagnamento a pagamento, perché non dimantichiamo che si tratta di lucro con precise responsabilità e non di dilettantismo!

        Rispondi
        • Davide Galli
          Davide Galli dice:

          Conosco ovviamente molto bene la pagina linkata e citata. Mi fa piacere che ne venga riconosciuta la completezza e la correttezza che non riscontro invece in questo articolo.
          Io stesso non mi sognerei mai, nonostante gli A.M.M. siano stati esplicitamente esclusi dalla L.R. della mia Regione e a suo tempo trasformati tutti in G.A.E., di andare a richiedere sanzioni o alcunché per eventuali accompagnatori che stiano operando anche nel sentiero di fronte a casa mia, purché siano consapevoli che stanno appunto operando ai sensi della 4/2013 e non arrivino all’inversione logica di pretendere esclusive.
          Non mi risultano casi di sanzioni a G.A.E. per abusivismo successivi all’entrata in vigore della 4/2013.

          Rispondi
          • Davide Galli
            Davide Galli dice:

            Infatti non sto parlando della mia Regione. Non mi risultano casi a livello nazionale in cui Guide Ambientali Escursionistiche siano state sanzionate successivamente all’entrata in vigore della 4/2013. Si sarebbero rivolte all’Associazione per essere tutelate e quindi lo saprei.

  12. Davide Galli
    Davide Galli dice:

    Premettendo che apprezzo molto la libertà con cui posso commentare pubblicamente e senza censure l’articolo che non condivido e anche l’educazione di chi sta partecipando alla discussione, vorrei sottolineare un altro passaggio secondo me oggettivamente sbagliato:
    “Solo coloro che si affidano ai 5 professionisti elencati poc’anzi possono avere la garanzia di essere seguiti da personale adeguatamente formato, qualificato ed in regola con le coperture assicurative.”

    Una persona che si affida a me, ad esempio, ha garanzia di essere seguito da personale:
    – ADEGUATAMENTE FORMATO, poiché ho seguito un corso europeo gestito dalla Regione Emilia-Romagna dopo aver superato un selettivo esame di ammissione in cui anche le lingue straniere sono state certificate (cosa abbastanza importante per accompagnare persone no?) e ho superato un selettivo esame finale a cui sono stato ammesso previa verifica della frequenza obbligatoria;
    – QUALIFICATO, poiché ho sia il tesserino rilasciato dalla Regione (ai sensi della L.R. 4/2000 Emilia-Romagna) che quello di AIGAE (che ho scelto volontariamente come Associazione Professionale ai sensi della L.4/2013) che mi permettono di lavorare in tutta Europa;
    – IN REGOLA CON LE COPERTURE ASSICURATIVE che ovviamente ho, con ampi rischi compresi, come tutte le guide iscritte ad AIGAE.

    Eppure nell’elenco dei 5 la mia figura professionale di GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA, così chiamata anche da una Legge nazionale che la indica chiaramente come “PROFESSIONE”, non c’è.
    Nella frase incriminata c’è come minimo un “solo” di troppo.

    Rispondi
    • stefano michelazzi
      stefano michelazzi dice:

      la legge 4/2013 non è solo un numero…
      detto questo fatti pure un giro in Francia e Svizzera ad esempio ed in caso d’incidente cita la legge suddetta, ma assicurati anche che dopo la sentenza non buttino la chiave…

      Rispondi
      • Davide Galli
        Davide Galli dice:

        Inutili allarmismi. Diverse G.A.E. lavorano da diverso tempo all’estero e per conto di Agenzie o Tour Operator. Le direttive europee si preoccupano, in caso di escursionismo, della tutela del consumatore e non degli ambiti esclusivi delle guide. In particolar modo dell’assicurazione. La nostra infatti è valida anche all’estero, Svizzera compresa.
        Io stesso ho fatto richiesta addirittura di trasferimento in Spagna e la mia qualifica è stata riconosciuta senza problemi, con richiesta della sola conoscenza del territorio in cui sarei andato ad operare tramite esame specifico.
        Diverso è invece il discorso se si parla di arrampicata e sci, in considerazione del “pericolo di vita” in cui ovunque viene richiesta la garanzia di preparazione tecnica. Finora l’ho riscontrato solo ed esclusivamente in questi due ambiti, a me fra l’altro totalmente alieni poiché mi occupo di escursionismo e accompagnamento in ambienti naturali.

        Rispondi
  13. Fabrizio Vago
    Fabrizio Vago dice:

    Mi dispiace Davide ma una sentenza è una sentenza mentre la 6/89 anche se vecchia sicuramente migliorabile è pur sempre una legge delle stato valida e tutt’ora vigente. Lo dimostra il fatto che attualmente più di qualche guida naturalistica sta seguendo il corso per diventare accompagnatore di media montagna visto che sempre più regioni seppur a distanza di anni stanno andando proprio in questa direzione.

    Rispondi
    • Davide Galli
      Davide Galli dice:

      È valida con tutte le successive modifiche e integrazioni, nonché sentenze soprattutto in chiave interpretativa di Cassazione e Corte Costituzionale (in diversi casi fra l’altro su ricorsi respinti proprio del Collegio Guide Alpine e degli AMM). Ed è valida nel contesto delle ulteriori leggi che sono intervenute nel corso degli anni nella definizione delle professioni turistiche e di accompagnamento, che non puoi far finta che non esistano scegliendo una sola legge perché ti fa comodo.
      Anche a me farebbe comodo pensare che la mia legge di riferimento è solo la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna in cui solo le GAE possono fare accompagnamento in natura, le GA fanno arrampicata e i Maestri di Sci portano su neve con gli sci. Legge scritta in completamento della 6/89 in virtù delle discrezionalità che la stessa lasciava alle Regioni. Ma quella discrezionalità è stata eliminata senza ombra di dubbio da ben 6 sentenze della Corte Costituzionale.
      Allo stato attuale rimango molto dubbioso sul fatto che le Regioni possano fare leggi legittime di ulteriore istituzione degli AMM. Le informazioni che mi giungono, al di là dei rumors che ho sentito lanciare da diversi AMM, dicono esattamente il contrario. Non a caso gli ex AMM iscritti alla nostra associazione sono sempre di più.

      Rispondi
  14. Fabrizio Vago
    Fabrizio Vago dice:

    Ho scritto questo articolo con l’unico scopo di portare a conoscenza dei lettori poche cose chiare e incontestabili in quanto supportate da una legge specifica sulle professioni della montagna come è la 6/89 e non di certo per fare la guerra a nessuno. La legge 4-2013 non è una legge ad hoc sui professionisti della montagna ma regolamenta le professioni prive di un proprio albo professionale. Appigliandosi a tale legge per legittimare le proprie posizioni “scomode” si corre il rischio di uscire dal focus vero e proprio della questione.

    Rispondi
    • Davide Galli
      Davide Galli dice:

      A fine articolo hai chiesto “Voi cosa ne pensate”. È questo il vero guaio 😉
      Se lo scopo era quello che dichiari allora il titolo giusto è: “Chi erano i professionisti della montagna quando uscì la legge 6/1989”.
      A meno di voler rimanere fermi sull’errore, anche giuridico, di dichiarare professionisti solo quelli iscritti a un albo o a un ordine. Cosa oggettivamente sbagliata.
      Scrivere invece “Chi sono i professionisti della montagna” significa prendersi la responsabilità di fare il quadro completo. Scrivendo anche che le leggi attuative complete sugli Accompagnatori di Media Montagna sono presenti solo in 4 regioni e che calcolando anche le parziali si arriva a 6 su 20. Altrimenti si disinforma lasciando credere che un potenziale accompagnato troverà AMM in ogni Regione in cui si recherà. Significa spiegare che ci sono state sentenze inappellabili che hanno chiarito che la 6/1989 per quanto riguarda l’escursionismo non riserva esclusività. E poi far finta che non esistano altre figure professionali o sottindendere che chi non appartiene alle figure elencate sia un abusivo è come minimo parziale, se non apertamente scorretto.
      Mi tocca fare il rompiballe, ma chiedo semplicemente rispetto e riconoscimento per quasi 2000 guide qualificate, legalissime, formate e competenti che lavorano ogni giorno in Italia e all’estero, che fanno turismo con relativa ricaduta sui territori e cultura ambientale in modo incisivo.

      Rispondi
  15. Luisa Cappellazzi
    Luisa Cappellazzi dice:

    Credo che abbia ragione chi dice che questo post sia molto parziale. Lo dico da appassionata che da parecchi anni quando si muove usufruisce abitualmente delle guide.
    Sono stata in escursione sia con accompagnatori di media montagna, che guide ambientali in diverse zone italiane. Mai con guide alpine e mai con guide vulcanologiche.
    Ho trovato tante guide molto preparate sugli aspetti della sicurezza ed esperte delle zone che stavamo visitando. Ma devo dire che ho trovato le guide ambientali escursionistiche molto più preparate sugli aspetti naturalistici, storici, ecc… Insomma delle guide vere e proprie mentre ho trovato un atteggiamento molto diverso da parte degli accompagnatori di montagna, che spesso al massimo ci indicavano i nomi delle vette circostanti non fermandosi a illustrare quasi nulla durante il percorso.
    Ormai vado almeno a un paio di escursioni al mese e devo dire che ho iniziato a preferire le ambientali escursionistiche perché ormai mi sono abituata al racconto approfondito e a quel livello di competenza. Vedere che c’è addirittura una diatriba nei loro confronti da parte di altre guide mi spiace e non lo capisco. Peccato davvero.

    Rispondi
    • Furio Sabatini
      Furio Sabatini dice:

      Per carità, nessuna diatriba nei confronti delle GAE o di altri.
      Noi AMM, cresciuti e formati nei collegi regionali Guide Alpine, ci teniamo senz’altro a farci conoscere e a distinguerci, nel rispetto assoluto della legge tuttora vigente. Purtroppo, come già detto, diverse regioni hanno ritenuto di creare delle diverse figure di guida e non in tutte le regioni il livello di formazione è all’altezza (non so se sia ancora così, ma in alcune regioni si diventava GAE senza aver frequentato alcun corso).
      Quindi il livello del servizio al cliente non può essere uniforme. Se avessimo una buona legge nazionale (come in Francia) sarebbe meglio per tutti….
      Mi spiace se le tue esperienze con colleghi AMM non sono stati all’altezza delle tue aspettative. Sarei curioso di saperne di più.. (senza far nomi, ovviamente…)…

      Rispondi
  16. andrea
    andrea dice:

    Scusate ma mi sfugge la logica. Se non sbaglio mi risulta che in Emilia Romagna gli AmM hanno perso una cusa con sentenza definitiva prorpio su questo tema contro le GAE. Ora se dei giudici hanno reputato legittimo che le GAE esercitano la propria professione eliminando la figura professionale degli AnM dalla regione nonostante la sopra citata legge del 1989 ci sarà un motivo?
    Saluti
    Andrea

    Rispondi
  17. daniele frigerio
    daniele frigerio dice:

    mi inserisco in questa discussione citando solamente alcune elementi e aggiungendo piccoli commenti.
    – Legge 4/2013 di cui vi lascio il link alla gazzetta ufficiale:
    http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/01/26/13G00021/sg
    stralcio dell’art.1 comma 2 …… con esclusione delle attivita’ riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attivita’ e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.
    Da vedere anche l’art. 2 comma 6
    Io sono un ignorante in materia ma appare evidente come sia del tutto inutile continuare ad appellarsi a questa legge nel caso si intenda accompagnare professionalmente in terreno montano… è e resta riservato agli appartenenti ai Collegi Guide Alpine secondo la legge 6/89.
    – Abrogazione figura della guida escursionistica in Umbria (di cui è stato dato molto risalto in un sacco di comunicazioni “ufficiali”…. ma forse anche no….)
    La legge che regolamentava le guide ambientali escursionistiche in Umbria era la 18 del 27 dicembre 2006.
    E’ stata abrogata dalla legge 13 del 12 luglio 2013 entrata in vigore il giorno 1 agosto 2103
    Qui il testo – http://leggi.crumbria.it/mostra_atto.php?id=69459&v=FI,SA,TE,IS,VE,RA,MM&m=5
    in particolare da rilevare l’articolo 93
    Art. 93
    (Abrogazione di norme)
    1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente testo unico sono o restano abrogate le seguenti leggi e disposizioni:
    ……..
    tt) legge regionale n. 18 (Norme per la disciplina delle attività professionali di guida escursionistica, guida speleologica e guida equestre);

    per il resto come ho già detto sono un ignorante in materia e ho chiesto un parere a chi di dovere in modo da non dire cose poco corrette o addirittura sbagliate, spero presto di potervi dare delle informazioni in più.
    Daniele Frigerio
    rappresentante AmM

    Rispondi
    • Davide Galli
      Davide Galli dice:

      1) Diverse sentenze hanno sì dichiarato come esclusiva l’attività delle guide alpine, per quanto riguarda la specifica attività di progressione con corde e picozze, ma non quella di AMM (i ricorsi in tal senso non sono mai stati accolti, con sentenze definitive e inappellabili);

      2) la legge umbra è stata annullata in virtù di diverse sentenze che si sono espresse sulla concorrenza tra Stato e Regioni in materia di professioni e quindi stabilendo in modo definitivo che non spetta a queste ultime legiferare in materia, quindi è probabilmente solo la prima di diverse leggi regionali in materia di professioni turistiche che verranno annullate.

      Davide Galli
      Coordinamento AIGAE Emilia-Romagna

      Rispondi
  18. luca
    luca dice:

    Leggendo questo interessantissimo blog e le risposte, molte delle quali mi sembrano derivare da persone informate e professionali, mi sono nati più dubbi di quanti ne avevo prima…

    Vi pongo una domanda pratica: un appassionato di montagna, con comprovata esperienza ventennale alle spalle, dimostrabile con tante vette alpine raggiunte con successo, che voglia certificare questa sua competenza al fine di poter, secondo i termini di legge, accompagnare dei gruppi di persone a fare trekking su sentieri montani in Lombardia (solo ed esclusivamente trekking, non alpinismo, no vie ferrate, no arrampicata, no ghiacciai), quale abilitazione professionale dovrebbe perseguire ed infine ottenere?
    Di certo escluderei il percorso da “Guida Alpina”, in quanto farebbe solo trekking.
    Mi chiedo se, in Lombardia, bisogna orientarsi verso AmM o GAE o vanno bene tutt’e due??

    Rispondi
    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Se vuoi diventare un vero professionista del trekking il percorso di AMM (legge quadro 6-89) è quello che ti dà una formazione più completa. Il corso dura 55 giorni e costa (almeno qui in Veneto) 5000 euro ed è organizzato e tenuto da super professionisti certificati(istruttori GA e GA appartenenti al collegio GA della regione). Per me la montagna è sempre stata una cosa seria per cui ho scelto di intraprendere questa strada sicuramente + lunga e + onerosa ma in grado di offrire un importante formazione.

      Rispondi
      • Fabrizio Vago
        Fabrizio Vago dice:

        Ah dimenticavo…per accedere al corso non basta pagare ma bisogna prima passare una preselezione di 2 gg (prova pratica in ambiente su apposito percorso con prove di orientamento, resistenza ecc.. test attitudinale e colloquio motivazionale). Ciao

        Rispondi
        • luca
          luca dice:

          Grazie Fabrizio per gentile risposta.
          Sono informazioni che ineffetti già erano in mio possesso.
          Non sapevo però si pagasse cosi tanto.
          Visto che si parla tanto della “Macro Regione Alpina”, mi chiedo se un poveraccio che voglia operare nelle bellissime montagne della Macro regione alpina spaziando dal Veneto, al Friuli, al Trentino, fino al Piemonte, Val d’Aosta e passando per la Lombardia, dovrebbe pagare circa 30,000 euro per abilitarsi? e ripetere il corso abilitante 6 volte in ogni Regione? Non è un pò eccessivo o quantomeno limitante?

          Rispondi
      • Davide Galli
        Davide Galli dice:

        “Se vuoi diventare VERO professionista”. Dimenticavo che qui si sostiene che ci sono quelli veri e quelli falsi azzardando perlomeno un falso giuridico. Usciamo pure dal contesto delle definizioni “legali” quindi e ascriviamo tali affermazioni nel contesto della semplice libertà di pensiero e di opinione. C’è la pretesa però di assegnare patenti di qualità basate su quantità di giorni, di ore o addirittura di costi dei corsi. Bel business la formazione vero? Soprattutto quando si riesce a farla sembrare ostativa o obbligatoria e non semplicemente importante, qualificante per la persona e il professionista. Non contano gli altri percorsi formativi, a seconda delle leggi regionali, non contano le leggi che regolano l’accompagnamento ascrivendolo nell’elenco delle libere professioni.

        Luca: la risposta è che puoi scegliere tu 2 percorsi e 2 mentalità molto diverse.
        Chi ha scritto i vari commenti sa benissimo, ma fa finta di non sapere per comodità, che se sceglierai la via della G.A.E. nessuno potrà elevarti una contravvenzione senza rischiare di far saltare con un tuo ricorso tutta l’eventuale legge regionale che regola la figura degli AmM. Come è già accaduto e continua ad accadere con molte leggi regionali sulle professioni turistiche.
        Soprattutto la fuori c’è il mercato turistico che richiede una figura poliedrica, in grado di accompagnare in sicurezza, con grande competenza divulgativa, in ogni tipo di ambiente. Anche e soprattutto per mettere insieme un numero sufficiente di giornate lavorative da provare a camparci con quella che potrebbe essere una delle più belle professioni. Al di là delle patenti di veridicità e soprattutto superiorità o meno rilasciate con non si sa quale autorità autoassegnata.
        Se sceglierai di dimostrare che sei in grado di salire su un monte in poco tempo con uno zaino pesante sulle spalle ti faccio comunque i migliori auguri di riuscire a lavorare e trovare tanta soddisfazione e qualità, che sono le cose che contano.
        Intanto chiediti come mai nella tua regione, con un mercato così bisognoso di nuovi professionisti, i corsi si tengono ogni 5 anni.
        Leggiti il commento sui “notai della montagna”, così sintetico e centrato. Arriva molto vicino alla mia di opinione…

        Rispondi
        • Davide Galli
          Davide Galli dice:

          ERRATA CORRIGE: non avevo letto qui il commento sui “notai della montagna” ma nel (ottimo) post di Gianfranco Valagussa su BANFF.
          Lo riporto:
          “Se non avverrà una trasformazione condivisa delle regole dell’accompagnamento in montagna che superi il ruolo di egemonia professionale delle GA (comunque nel rispetto del loro ruolo), forse si riuscirà a suon di condanne ad affermare una superiorità legislativa (e repressiva di conseguenza) ma a forte discapito dell’immagine stessa dei professionisti che diverranno una sorta di “notai della montagna”.”

          Rispondi
          • luca
            luca dice:

            Grazie Davide, il tuo post mi fa davvero riflettere, tanto.
            Mi rendo conto che non è colpa mia se non riesco a capire fino in fondo questa materia, è incasinata di suo! e forse non a caso!

  19. Alessandro
    Alessandro dice:

    Da guida ambientale “titolata” trovo penosa questa situazione tutta italiana fatta di normative contraddittorie e di persone che si fronteggiano in una sterile guerra fra poveri. Conosco molti accompagnatori di media montagna e, in passato, sono andato con loro spesso. Ho sempre trovato persone squisite, preparate e ammirevoli. L’unica cosa che non ho mai amato è l’atteggiamento, per fortuna solo di alcuni, di ergersi a unici padroni della montagna.
    La legge quadro è molto chiara e ben difficilmente fraintendibile. Si dice, se non sbaglio, che gli stessi possano operare stabilmente SOLO nella regione ove abbiano conseguito l’abilitazione tecnica e saltuariamente nello spazio europeo. Ora mi chiedo, da quando la vicina Svizzera è entrata a far parte della Comunità Europea?? E poi ancora….. se una persona organizza 70 escursioni in Valle d’Aosta e in Piemonte e 2 in Lombardia, almeno a mio modo di vedere le cose, non sta esercitando in Lombardia, ma in altre regioni….Puo’ darsi che mi sbagli….. In alcuni dei commenti precedenti l’amico accompagnatore Furio invitava le Gae a rispettare la legalità…. Contraccambio l’invito…. Non mi risulta, infatti, che gli accompagnatori di media montagna possano esercitare con le ciaspole su neve, se non in presenza di una guida alpina!! Come la mettiamo?? Allora, prima di dare degli abusivi agli altri, forse bisognerebbe guardare se stessi…. Ci sarebbero poi mille altri aspetti da discutere, tra cui l’annoso problema, tutto italiano, dell’evasione fiscale, per cui mi sembra che le pene previste siano decisamente piu’ severe rispetto al blasonato e citato 348. Vedo, ogni giorno, nascere splendide associazioni sportive dilettantistiche, ma non sono ancora riuscito a capire se costoro siano professionisti o dilettanti….Aspetto un chiarimento in materia. Mi permetto, poi, di aggiungere, senza voler svilire o offendere nessuno, che un corso di 55 giorni, per quanto bello, serio e interessante sia (io stesso volevo frequentarlo) sia forse un po’ brevino per formare dei professionisti. Forse l’esperienza personale vale di piu’…. Puo’ essere che mi sbagli…. In ottemperanza alle direttive europee continuero’ ad esercitare liberamente in tutte le regioni come gae, dal momento che, se ci sono, le stesse valgono tanto per le gae quanto per gli accompagnatori di media montagna. La mia speranza vera è che gli stessi, che ritengo parimenti professionisti capaci, possano un giorno lavorare fianco a fianco con l’obiettivo unico e comune di valorizzare il nostro territorio e le nostre montagne, senza scannarsi reciprocamente, in una sterile polemica su chi ce l’ha piu’ lungo…..

    Rispondi
    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Gentile Alessandro
      Non voglio dilungarmi troppo ma con la tua affermazione “Mi permetto, poi, di aggiungere, senza voler svilire o offendere nessuno, che un corso di 55 giorni, per quanto bello, serio e interessante sia (io stesso volevo frequentarlo) sia forse un po’ brevino per formare dei professionisti” la risposta l’hai già data tu.
      Mi spiego. se a tuo avviso i 55 giorni di un corso AMM sono pochi considera che in alcune regioni si diventava GAE anche senza aver frequentato nessun corso ma facendo un mero compito in classe. In altre il corso è tutt’ora di dubbia formazione.
      Il corso AMM è l’unico che prevede una formazione certificata e comprovata dal fatto che viene organizzato e diretto dai massimi professionisti della montagna: guide alpine e addirittura istruttori delle guide alpine.
      Io sinceramente ho scelto questa strada sicuramente più lunga e impegnativa perchè ho sempre considerato la montagna una cosa seria. Con questo non voglio assolutamente dire che anche all’interno delle Gae non vi siano persone in gamba e competenti…ci mancherebbe

      Rispondi
      • Alessandro
        Alessandro dice:

        Caro Fabrizio,
        sulle cosiddette guide ambientali escursionistiche che non hanno frequentato un corso (forse ti riferisci proprio alla Lombardia) sfondi una porta aperta. Ti ricordo, pero’, che in altre regioni il percorso, invece, è piuttosto impegnativo, costoso e anche serio. In Toscana, ad esempio, dura un anno intero, con frequenza obbligatoria tre o piu’ volte a settimana ecc ecc….
        Non mi sento di sminuire nessuno. Penso che tutti gli accompagnatori di media montagna siano ottimi professionisti, forse piu’ per le loro esperienze personali passate che per il corso di per se’….Idem con patate per le guide ambientali. Una persona, cioè, che va in montagna da quando è bambino ha sicuramente un’esperienza e un bagaglio culturale che nessun corso puo’ sostituire… Trovo ridicolo, pero’, e non ti offendere (lo volevo fare anch’io), creare una figura che accompagni in montagna e che non possa andare sulle neve….. Come dire….facciamo un corso bagnino che non puo’ entrare in acqua…. Non volermene. La mia speranza è che tutti questi attriti possano essere superati e che tra professionisti seri ci si possa dare una mano, anzichè pizzicarsi sulle lacune legislative e normative di cui tutti noi siamo vittime.

        Rispondi
        • Fabrizio Vago
          Fabrizio Vago dice:

          Proprio per l’abilitazione su terreno innevato la mia intenzione è quella di fare il corso UIMLA ( quest’anno è stato fatto al Tonale) poi aspetto con ansia una legge chiara e semplice che finalmente metta fine a tutta questa confusione tutta italiana..La speranza e la passione sono le ultime a morire…buona montagna

          Rispondi
        • Marco
          Marco dice:

          Condivido perfettamente, l’esperienza personale che ognuno di noi ha avuto modo di farsi con gli anni, non ha prezzo, poi sono daccordo che ci siano casi in cui bastava dare un esame scritto e fine del discorso. Non trovo giusto neppure questo a dire il vero.

          Rispondi
    • Enrico Tirindelli
      Enrico Tirindelli dice:

      infatti il corso non forma professionisti, ma perfeziona e rende omogenei negli standard richiesti, soggetti che hanno già eccellenti caratteristiche e referenze, cioè quelle che hanno dovuto dimostrare ai test di ammissione… grave non sapere questo di AMM e GA!!!

      Rispondi
  20. Enrico Tirindelli
    Enrico Tirindelli dice:

    Si potrebbe quasi definire una “questione di lana caprina”… vorrei suggerire a tutti di riflettere, qualora non si fosse fatto a sufficienza, su una cosa che cito per esperienza: mentre TUTTE le Guide Alpine e gli Accompagnatori di Media Montagna sono, giocoforza, dei professionisti affidabili, poiché il loro livello di contenuti tecnici e culturali è puntualmente garantito, al di là di ogni ragionevole dubbio, in quanto sottoposti a precisi iter formativi e di verifica, altrettanto non è possibile affermare di un insieme di figure chiamate generalmente GAE, ma anche GNA (come da noi in Veneto) o simili…, poiché solo in taluni casi esistono percorsi formativi e di verifica (più o meno seri e di spessore) e comunque assolutamente non uniformi a livello nazionale, men che meno internazionale! Ovvero, mentre con una GA o un AMM si ha la certezza dei requisiti professionali minimi dichiarati, negli altri casi non è così, anzi, io, purtroppo, ho la certezza di una varietà di soggetti di una più che eterogenea e difforme qualità, che spazia da Guide Escursionistiche di eccezionale bravura e competenza, ad autentici “cialtroni” che non so nemmeno come siano stati patentati!!! E questo, se permettete, anche perché vissuto sulla mia pelle, è assolutamente il vero cuore del problema!!! Non mi interessa come li vogliamo chiamare, ma di coloro che operano negli ambiti dell’accompagnamento in natura, DEVE per forza di cose essere garantita la qualità, professionalità ed affidabilità! Questo è il reale intento della riforma europea delle professioni, che ha preteso che in Italia, pur di non fare altrimenti, si arrivasse anche alla legge 4/2013… altre interpretazioni sono sbagliate, non importa il titolo di studio di chi le fa. Fu il relatore stesso della normativa europea a spiegare, intervenendo sulla ipotesi di abolizione di albi e collegi, che chi ha a che fare con l’incolumità delle persone DEVE svolgere la propria professione in forma regolamentata ed assoggettata ad organi di autodisciplina ed autogoverno (albi e collegi) a costo, se non esistono, di elevare a tale rango anche associazioni sindacali e/o di categoria…. per questo è stata scritta la 4/2013!!!
    Quindi, ciò che già esiste in tale senso ed ha i migliori requisiti di legge fin dal 1989 come può non essere al di sopra del resto che invece è maggiormente deficitario?

    Sani a tutti quanti.

    Enrico Tirindelli, GNA in Veneto dal 2004 e (non vedo l’ora!!!) prossimo AMM nela stessa regione.

    Grazie per l’attenzione.

    Rispondi
    • Alessandro
      Alessandro dice:

      Caro Enrico, concordo con te su molte cose. Da guida ambientale “titolata” non posso che constatare che il mercato, ormai (permettimi il francesismo) è completamente sputtanato…
      Alla faccia di coloro che, come noi, investono tempo, denaro e speranze per conquistarsi un titolo, ci sono ormai una marea di associazioni che fanno di tutto di piu’… In assenza di controlli, ormai, tutti fanno tutto…. La cosa piu’ triste è che i clienti, ignari della situazione in cui ci troviamo, anzichè scegliere una guida o un accompagnatore titolato e preparato, scelgono semplicemente coloro che applicano i prezzi piu’ bassi. Riuscire a lavorare in queste condizioni è davvero molto triste. Non si capisce, poi ,come possano esistere associazioni che si servono di “accompagnatori volontari”, visto che la legge quadro, da te citata, autorizza e riconosce solo il Cai come unica organizzazione che possa servirsi di accompagnatori volontari titolati e formati all’interno dello stesso… Puo’ darsi che mi sfugga qualcosa…. Che dire? Speriamo che i professionisti veri, e seri, possano allearsi, e che guide ambientali titolate e accompagnatori di media montagna possano lavorare fianco a fianco, facendo vedere alle persone che accompagnano la differenza… In bocca al lupo per tutto e buon cammino!!

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