sentieri verticali

Alessandro Gogna e i suoi sentieri verticali

Sentieri Verticali è un libro di Alessandro Gogna a cui sono particolarmente affezionato. Pubblicato da Zanichelli nel 1987, è un vero e proprio viaggio documentato nella storia dell’alpinismo dolomitico, dalla sua nascita agli inizi degli anni 80. In poco più di 150 pagine si susseguono personaggi più o meno famosi, curiosi aneddoti, vittorie e sconfitte che si sono consumate tra le pieghe di queste montagne così uniche nel mondo.

Alessandro GognaIl libro mi fu regalato da mio padre proprio il Natale successivo alla sua pubblicazione. Avevo 16 anni e, fresco di corso roccia, l’alpinismo era per me un nuovo mondo tutto da scoprire. Adesso, a distanza di molti anni, sono contento di avere incontrato sulla mia strada Sentieri Verticali quasi subito. Leggendolo e rileggendolo ho capito molte cose e acquisito un grande rispetto per le montagne e per i personaggi che sono riusciti a renderle vive. I titoli dei diversi paragrafi sono molto acuti e incuriosiscono il lettore: se si avesse le ali, la parete delle pareti, le mani di Carlesso, la profanazione della grande madre, il diedro nascosto sono solo alcuni di quelli che mi vengono in mente … E poi nelle ultime pagine il racconto di alcune grandissime vie più moderne e di grande spessore compiute da fortissimi arrampicatori come Manolo, Mariacher e Sustr che ancora adesso fanno paura ai più.  Un libro importante per me perché ha contribuito in qualche modo a determinare anche il mio approccio all’alpinismo dolomitico, un approccio graduale che rispecchia un po’ la cronologia con cui vengono presentati i diversi itinerari in questo testo.

Cosa è stato per me Sentieri Verticali di Alessandro Gogna

Fabrizio

Durante un’arrampicata nelle Dolomiti

In molti anni di frequentazione di pareti dolomitiche alcune vie contenute in quel libro si sono concretizzate altre sono rimaste dei sogni e forse lo rimarranno per sempre ma Sentieri Verticali è stato forse il più importante riferimento da cui ho tratto ispirazione per le mie scalate nelle Dolomiti. E’ stato bello sognare una via contenuta in questa “bibbia” per poi immedesimarsi, nel momento della ripetizione della stessa,  nei dubbi e e nelle paure del suo primo salitore ricordando i fatti e gli accadimenti riportati nel libro. Alle soste, quando recuperavo il compagno, mi capitava spesso che i miei pensieri vagassero su come dovevano essere state diverse alcune pareti dolomitiche un tempo: senza chiodi, meno ripulite dai passaggi, con le discese in doppia non attrezzate. Si certo, anche oggi è possibile aprire qualche via nuova e vivere delle vere avventure ma è innegabile che alcune pareti, soprattutto le più famose, hanno perso molta di quell’aurea di inaccessibilità della prima ora. Per non parlare poi dei materiali utilizzati da molti personaggi che hanno segnato la storia dell’alpinismo nelle Dolomiti: corde di canapa, scarpette di feltro, chiodi artigianali ecc… Ripetere alcuni itinerari riportati in Sentieri Verticali mi ha fatto comprendere meglio tutto ciò ed ha inevitabilmente arricchito il modo di vivere le mie piccole avventure su queste montagne.

Quando agli inizi degli anni 90, in occasione di una manifestazione di Mountain Wilderness contro l’estensione degli impianti del Piancavallo in zona Alpago, ebbi la fortuna di cenare al tavolo con  Alessandro Gogna, non stavo più nella pelle.

Ricordo che in quel tavolo oltre a noi due c’erano il mio amico Sandro Visentin, l’ex sindaco di Budoia Antonio Zambon e l’artista scrittore Mauro Corona. Di Sentieri Verticali conoscevo ormai alcuni paragrafi praticamente a memoria e la  sua copertina, con Heinz Mariacher in sosta in mezzo ai rododendri con la Marmolada dietro, era l’ultima cosa che vedevo prima di andare a dormire. Non ricordo un granché di quella serata, di cosa mangiammo, di cosa parlammo e cosa disse Alessandro Gogna in quella occasione. So solo che da timido adolescente qual’ero mi sentivo importante e  imbarazzato. Quella sera d’autunno eravamo tutti e quattro qui a Budoia, nel paese in cui vivo, all’ex osteria da Gigi e l’ospite d’onore per me era davvero uno di quelli illustri…

Grazie Alessandro

Sentieri Verticali è ormai quasi introvabile ma molti dei suoi contenuti sono stati riportati in questo libro dello stesso autore della collana Licheni: Dolomiti e calcari del nord est 150 anni di vie di roccia.

3 commenti
  1. Giacomo
    Giacomo dice:

    Sono in salotto a casa mia , ho appena finito di leggere questo articolo , alzo la testa e in alto a destra sulla libreria guardo il dorso di SENTIERI VERTICALI e a fianco quello di ROCK STORY sempre di Gogna , due libri che hanno fatto sognare anche me e continuano a farmi sognare ancora quando ne ho bisogno….grazie Fabrizio mi ha fatto venire voglia di rileggerli entrambi….

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Ciao Giacomo, grazie per il commento. Pensa che pure Alessandro Gogna ha letto il mio articolo e mI ha lasciaro un commento via Fb : più che una recensione la tua è una condivisione di fede. Chapeau Alessandro!

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  1. […] marroncine del Berti, il Dinoia e il grande libro rosso di Gino Buscaini e Silvia Metzelin mentre Sentieri Verticali di Alessandro Gogna era la mia […]

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