Andrea Candon

I limiti sono nella nostra testa

Si lo ammetto! Avete ragione amici della mountainbike; fino adesso a causa della mia maggiore inclinazione verso attività come l’arrampicata l’escursionismo e lo scialpinismo vi ho un po’ trascurato. Da oggi però vi prometto che, grazie alla collaborazione con Andrea Candon, grande appassionato di mountainbike, questo blog proporrà qualche contenuto in più anche per chi ama la bici da montagna.

I limiti sono nella nostra testa. Andrea Candon si presenta

La mia passione per la montagna nasce gradualmente, non è il classico colpo di fulmine ma un percorso iniziato nell’estate del 2004, primo giorno di vacanza estiva tra la quarta e la quinta superiore. Cosa fare? Proviamo a prendere la mountain bike (bici con già 10 anni di vita presa al supermercato) e andare a fare un giro sul Montello (collina del trevigiano).

Da quel giorno con la mountain bike ho iniziato girare su e giù per le Prealpi trevigiane e bellunesi senza mai fermarmi, poi ho acquistato la mia prima bici “seria” e da li la voglia di fare percorsi sempre più orientati alla montagna vera e propria. Nel 2011 ho partecipato al giro dello Stoneman (Val Pusteria) concludendo 120km e 4000m di dislivello in 2 giorni, un’avventura eccezionale, vissuta in solitaria e con un meteo molto piovoso.

Slackline al tramonto sul Montello web

 

Nel frattempo mi dedicavo anche all’escursionismo a piedi, anche quello invernale con le ciaspole, ma la mia priorità restava sempre la mountain bike.

Il 2012 resterà per sempre segnato nella mia mente, casualmente un amico mi invita a provare ad arrampicare nella Valle di Schievenin, il mio primo pensiero è: “Ok, andiamo, al massimo appena ho provato lascio perdere”, invece succede tutto il contrario, bastano due vie di 4a per farmi correre in negozio ad acquistare imbrago e scarpette!

L’estate del 2012 praticamente vola, tra mezze giornate passate in falesia ad imparare tutto il possibile sull’arrampicata (mi ero procurato anche un pezzo di corda per allenarmi a fare i nodi mentre ero al lavoro), giri in mountain bike da +1000m di dislivello, escursioni a piedi da 30km ed anche ferrate inizio ad avvertire che la mia gamba sinistra aveva degli acciacchi.

Come è possibile a 26 anni avere acciacchi ad una gamba, io che fino a quel momento mi sentivo quasi invincibile!?!

Così mi decido a fare una radiografia, l’esito ha l’effetto di una “bomba” per me, si parla di una forma tumorale benigna dell’anca e lo stop allo sport arriva quasi subito. Nelle successive visite mi viene anche anticipato un futuro con una protesi all’anca, mio papà, presente alla visita mi vede diventare di un bianco pallido come se dovessi svenire, posso solo dire che in quel momento mi sono sentito come morire, sapevo il significato di protesi e sapevo anche che protesi voleva dire rinunciare a fare sport nella mia ignoranza.

Venni operato, ma non per “installare” una protesi ma bensì per fare una “pulizia” dell’anca, il giorno in cui lasciai l’ospedale il medico mi disse che potevo riprendere attività sportiva gradualmente dopo 15 giorni con alcuni accorgimenti, per descrivere il momento, immaginatevi il cielo limpido dopo una tempesta, ho reso l’idea? Al 18° giorno ero già in sella alla mia mountain-bike e quel giorno mi sono fatto 40km in piano, un po’ timoroso ma felice di essere di nuovo libero!

In cima al Monte Rite web

Sono passati quasi due anni da quella operazione, ho ben presente che la gamba sinistra è “meno sana” dell’altra e sicuramente in futuro potrà essere recidiva ma questo non mi ha impedito di continuare le mie passioni, di progredire nella mountain-bike, nell’arrampicata (arrivando ad arrampicare da primo su 4c), nel fare ferrate ed escursioni con le ciaspole.

La frase “I limiti sono nella nostra testa!” per me non è mai stata così vera, se hai una passione, nulla ti fermerà!

Vorrei terminare questa presentazione ringraziando Fabrizio per la fiducia che mi ha dato nel collaborare nell’inserimento di nuovi percorsi per la mountain-bike ed articoli inerenti sempre il mondo delle due ruote grasse, spero li troverete utili.

Foto Gallery Andrea

 

 

9 commenti
  1. Pier Giulio
    Pier Giulio dice:

    Ciao, interessante articolo. Io purtroppo, dopo aver frequentato un corso per imparare ad arrampicare, alla prima uscita post corso sono caduto e mi sono distrutto entrambi i piedi! Sono passati 6 mesi e mezzo e tribolo ancora, unico sport che posso praticare è il nuoto. Aspetto il cielo limpido dopo la tempesta!

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    • Andrea Candon
      Andrea Candon dice:

      Ciao Pier Giulio, mi dispiace per quello che ti è successo, posso solo dirti che il recupero da infortuni o malattie è molto soggettivo. Io ho notato miglioramenti seguendo un allenamento settimanale con esercizi mirati a migliorare il tono muscolare a giorni alterni. E’ un bell’impegno ma da i suoi frutti.

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  2. Antonio Mancino
    Antonio Mancino dice:

    Ciao , mi chiamo Antonio e vivo a Zoppola, a 17 anni ho iniziato ad arrampicare facendo un corso roccia, ho fatto sempre escursionismo dal trekking alle ferrate e ghiacciai. Ho smesso di arrampicare a 26 ed ho iniziato a correre prima con la bici da strada e poi in mtb conoscendo tutti i sentieri tra Aviano e Polcenigo e correndo granfondo e marathon. Ora ho ripreso ad arrampicare a Dardago e mi sto dedicando ad uscite solitarie di cicloalpinismo, avvicinamenti fin dove possibile in mtb per poi fare qualche ferrata o normale per la cima. Volevo farvi i complimenti per la bellissima iniziativa del blog, seguo costantemente gli articoli di Fabrizio e lo farò a maggior ragione ora che c’è anche un collega appassionato di mtb. Avete tutta la mia ammirazione…a presto, e chissà che non si possa fare qualcosa assieme…ciao.

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Ciao Antonio. Mi ha fa un enorme piacere leggere il tuo commento. Commenti del genere mi ripagano del tanto lavoro svolto fino in questo momento! Mi rendo conto di aver trascurato fino adesso l’argomento mtb. Sono nato come escursionista per poi diventare alpinista, arrampicatore sportivo, scialpinista e nuovamente escursionista :-). La mtb l’ho comprata solo due anni fa e la uso solo saltuariamente anche se devo dire che mi piace parecchio. Mi sembra di tornare bambino quando insieme a qualche amico amavo scorrazzare con la bici da cross per i sentieri nel bosco dietro casa. Andrea è arrivato al momento giusto a dare uno scossone alla sezione mtb del blog che purtroppo per questioni di tempo ed inesperienza ho seguito meno. Per fare qualcosa assieme perchè no. Io sono di Budoia e vado spesso ad arrampicare a Dardago….

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    • Andrea Candon
      Andrea Candon dice:

      Ciao Antonio, più che volentieri si può fare qualcosa. Bella l’idea del cicloalpinismo, una cosa simile la avevo fatta sull’Averau, arrivo in MTB fino all’omonimo rifugio, poi ferratina ad anello e ritorno a Cortina.

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  3. Antonio Mancino
    Antonio Mancino dice:

    Rispondo ad entrambi in una volta. Fabrizio ti capisco, è quasi impossibile fare tutto. E’ da due anni che dico di dover iniziare con lo sciaplinismo ma poi la preparazione invernale per la bici mi porta via molto tempo, ed anche con l’arrampicata son fermo da un mese per un problema al tunnel carpale (la bici non aiuta). Di solito vado a Dardago il martedi e giovedi sera, sono con quelli del CAI di PN visto che ho fatto l’inverno in sala boulder.
    Andrea a quel giro ci avevo pensato anche io, ho appena fatto il giro del Sella lungo il tracciato della Hero con pernotto e salita al Sasso Piatto via normale, sono in attesa che cali la neve per andare sulla Rozes lasciando la bici al Giussani con partenza da Cortina.
    A presto con entrambi..ciao.

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    • Andrea Candon
      Andrea Candon dice:

      Complimenti Antonio, la Sella Ronda è veramente un bel giro, peccato che adesso sia troppo accessibile con le varie versioni proposte con impianti ed e-bike.
      Buona giornata

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  1. […] per parlare di questo importante aspetto l’amico Andrea Candon, che ha già collaborato con questo blog, è venuto in mio soccorso scrivendo una breve ma completa […]

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