Quando la montagna è donna la montagna non muore

La retorica vuole che la montagna sia un posto solo per “uomini veri” ma se poi vi guardate bene attorno scoprirete che non è poi sempre così. Avete fatto caso a quanti rifugi (anche difficilmente accessibili) sono gestiti da donne o da gruppi di donne?

Mai come in questo momento, in cui la crisi economica miete ogni giorno le sue vittime, la montagna sta vivendo una rinascita anche grazie al gentil sesso. Donne che vogliono reinventarsi un futuro per andare oltre la crisi, oltre ai soliti piagnistei mettendosi ogni giorno alla prova e misurandosi con un ambiente scomodo e difficile che non ti regala niente senza fatica e sacrificio.

E’ così che una ex bancaria stufa di ambienti asfittici, una ex commerciante stanca della lotta impari con i centri commerciali e una giovane studentessa che appena può scappa fra i monti hanno deciso di dire basta al solito tran tran quotidiano e hanno spavaldamente unito le loro forze per gestire il rifugio Pian dell’Arma di Caprauna. Esso si trova a 1350 metri in quel lembo della provincia di Cuneo che si insinua nella Liguria, al confine con la provincia di Savona e quella di Imperia.

Le mitiche tre!

Le mitiche tre!

Questa è la bella storia di Marina, Cristina e Giulia, tre donne coraggiose che da lassù hanno lanciato la loro sfida: quella di lavorare in un territorio fragile e a rischio di marginalità puntando su un turismo a basso impatto ambientale e di qualità. Il posto è uno di quelli belli per davvero! Basti pensare che dal rifugio gestito dalle tre donne il panorama si estende dalle Alpi Liguri fino al mare!

mare dal rifugio

Una opportunità di riscossa tutta rosa per questo piccolo lembo di montagna dimenticata anche da chi è nato qui ma che ha preferito dopo tante fatiche indirizzare le nuove generazioni verso una vita più agiata giù in città. E poi un muntagnin chi se lo sarebbe preso?

Marina: “E’ inverno è la sterrata che porta al rifugio seppur breve è chiusa per la neve. Il sogno della motoslitta dura già da un po’ ma per ora è solo un sogno. E allora metto gli scarponi e via di ciaspole! Si tiene aperto con ogni tempo qui nei week end. Tutti i venerdì sabato e domenica siamo sempre qui a preparare torte, fare le tagliatelle di castagne, tagliare verdure e girar polenta taragna. Gli ospiti non possono fare a meno della la nostra cucina tradizionale piemontese e poi vuoi mettere il gusto di mangiare certe cose guardando la neve cadere lentamente fuori dalla finestra del rifugio dopo aver fatto una bella ciaspolata per raggiungerlo! Qui al Pian dell’Arma i turisti sono “ospiti” e non clienti!”

Dal 1 aprile si apre la stagione e poi si festeggia la Pasqua in giro per i sentieri. Il 19 aprile vi sarà l’inaugurazione del nuovo sentiero baby trekking dove in appositi cartelli  si potrà leggere la filastrocca di Don Neillo: “finchè l’aer non sa di brina”, sacerdote e maestro a Caprauna intorno al 1870.

Il loro è un turismo che non muove capitali ma che proviene direttamente dal cuore, mosso dalla passione e dall’attaccamento a questo posto.

Come dice Marina: “Quando la montagna è donna, la montagna non muore!”

Il grazioso rifugio Pian dell’Arma

 

Il rifugio è aperto dal 1 aprile a metà novembre, dal 27 dicembre al 7 gennaio e tutti i fine settimana di febbraio e marzo.

Seguitele su Facebook, le loro semplici foto vi conquisteranno.

Contatti rifugio Pian dell’Arma:

Marina Caramellino – 3371083410 / Sito web: www.rifugiopiandellarma.it

 

 

 

 

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