vecchia seggiovia

C’era una volta una vecchia seggiovia

C’era una volta una vecchia seggiovia che mi metteva paura. I seggiolini erano molto vicini e correvano veloci tanto che sembravano impazziti. Dovevo essere lesto e preciso a prendere bene la posizione giù al punto di partenza. Meglio se mettevo una manina dietro per fermare anche solo per un attimo la corsa del seggiolino. Se mi dimenticavo una bella pacca al polpaccio non me la levava nessuno.

Anche la barra anti caduta dei seggiolini era maledettamente alta e dura da tirar giù. Nonostante mi allungassi al massimo tutte le volte dovevo fare almeno due o tre tentativi per abbassarla e mettermi così in sicurezza. La prima volta che presi quella schifosa seggiovia non c’era stato verso…dovetti rassegnarmi a fare l’intera salita con il cuore in gola senza barra salva vita davanti a me. Non ero il solo a cagarmi sotto, con me quel giorno c’era Richard un mio coetaneo di 9 anni di cui ho perso ogni notizia. Provammo e riprovammo ma ben presto dovemmo desistere. La paura di volare giù dalla seggiovia era tanta. Paura che aumentava in corrispondenza di ogni pilone per gli scossoni e i saltelli causati dal passaggio del seggiolino sulla rulliera.

Attenzione però non era finita qui! Anche il momento dell’arrivo alla stazione a monte era molto delicato. Lo spazio per scendere dal seggiolino era veramente minimo. Dovevo essere deciso e buttarmi velocemente a sinistra pena fare il giro a ritroso oppure, peggio ancora, finire a pelle d’orso sul duro ghiaccio della piccola piazzola d’arrivo. In questo caso scattava la figuraccia insieme al blocco della seggiovia. Allora tutto si fermava e anche quei dannati seggiolini rossi ,che fino a poco prima correvano impazziti, sembravano trovare anche solo per un attimo un po’ di pace. Quando succedeva, il silenzio veniva interrotto solo dai commenti di malcontento o di scherno degli altri sciatori seduti nei seggiolini più indietro. Anche se si trovavano fermi ben al di sotto della stazione a monte non era poi così difficile immaginarsi la scena. Il film era sempre lo stesso…

Anche il tipo che stava dentro il piccolo gabiotto in legno, a 1800 metri appena di fianco al punto di arrivo, si inseriva piuttosto bene in quel contesto: burbero, di poche parole e spesso indecifrabili. Non rideva mai. D’altronde una seggiovia del genere non poteva mica essere gestita da una persona sorridente e gentile?

Quei piloni gialli (qualche anno dopo dipinti di verde) sembravano sfidare la legge di gravità: erano messi su prati ripidissimi dove anche la neve faceva fatica ad attecchire. Quando poi la seggiovia si fermava e i seggiolini cominciavano a dondolare me la facevo sotto ogni volta. Se poi il tempo era brutto e tirava vento sembrava di essere all’inferno!

vecchia seggiovia

La vecchia seggiovia

Quella vecchia seggiovia incuteva timore ed era rispettata da tutti. Per molti costituiva la prova del nove per essere riconosciuto come uno sciatore con le palle! Potevi aver fatto tutte le piste nere del mondo ma se non eri mai salito su quella seggiovia non eri nessuno.

Oggi quella seggiovia non c’è più. E’ stata smantellata già da un pò di anni e rimpiazzata da una moderna e comoda seggiovia quadrupla a sganciamento automatico. Ora la puoi prendere con il cellulare in mano e quando arrivi su la puoi lasciare guardando la bella ragazza che prende il sole sulla terrazza del rifugio lì accanto. E poi la barra di protezione salvavita è facile da tirare giù a prova di pollo…Insomma tutta un altra storia.

La nuova seggiovia

La nuova seggiovia

La nuova seggiovia non passa però dove passava quella vecchia. Arriva cento metri più bassa ed è meno panoramica. Come ho detto all’arrivo della stazione a monte hanno costruito un rifugio. Ad aspettarti non c’è più il piccolo gabiotto di legno con dentro l’omino burbero ma una grande struttura in cemento dove è tutto computerizzato. Tutt’attorno gente rilassata e sorridente, neofiti compresi.

Ogni tanto ci penso a questa cosa della seggiovia e quando succede chissà perché mi sento tutte le volte fortunato e sorrido un pò. Dopotutto era solo una vecchia seggiovia ma quante emozioni ha saputo regalarmi!

Con rispetto cara vecchia seggiovia del Tremol 2 – Piancavallo (PN)-

vecchia seggiovia

i miei primi passi sugli sci ai tempi della vecchia seggiovia

 

 

3 commenti
  1. Nessuno
    Nessuno dice:

    Questo articolo rispecchia esattamente le mie sensazioni circa le seggiovie durante le mia infanzia/adolescenza! Belle da vedere, da lontano, a distanza di sicurezza, ma dovendoci salire mi facevano una fifa pazzesca!! Ricordo ancora quando dovevo correre sulla pedana e aspettare l’arrivo del seggiolino che arrivava a tutta velocità, girava e la velocità lo faceva fischiare e inclinare come un caccia!!! VUUUUUUUUUUu!!! Un istante prima ero fermo, poi l’impatto col sedere e la schiena e mi sentivo catapultato in avanti a millemila km/h!!! Problema opposto alla dicesa, scendere e allontanarsi il più velocemente possibile. Lì la manovra andava calcolata al decimo di secondo: ho rischiato seriamente di cadere ogni, ogni volta! Mio papà mi diceva sempre che era tutta mia impressione, che la seggiovia andava piano…! Sii, come no!!! 😀

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  2. Stefano
    Stefano dice:

    Grazie! Quanti bei ricordi hai risvegliato nella mia pigra mente da sciatore, ex sciatore da discesa ora solo fondista (poco) per una caduta causata da una principiante che mi ha fatto vedere le stelle e oltre. Bei ricordi quelli che racconti e rispecchiano in tutto la verti di quelle situazioni e sensazioni. Che bello… bello perchè ero piccolo o giovane e a sciare con gli amici ci si divertiva un sacco.
    Mandi
    Stefano

    Rispondi
  3. daniele
    daniele dice:

    Ciao, l’articolo sopra non merita commenti dalle emozioni che rievoca ma ho una curiosità che non sono mai riuscito a sanare. ( ho 47 anni) e sopra c’era anche uno skilift che era completo quando ero bambino ma non l’ho mai visto in funzione. Qualcuno ci ha mai sciato? C’è qualche reperto storico? il verso della pista qual’era? Andava su per la val dei sass? Grato a chi mi sa dire qualcosa su quello skilift mai decollato..
    daniele

    Rispondi

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