sci alpinisti

E tu come vivi lo scialpinismo?

Negli ultimi anni lo scialpinismo ha visto una crescita esponenziale dei propri adepti. A partire dagli anni 2000 , grazie anche ad un sostanziale alleggerimento dei nuovi materiali, il numero di sci alpinisti è considerevolmente aumentato. Alcuni ci sono avvicinati per motivi economici, essendo lo scialpinismo più economico rispetto allo sci tradizionale, altri invece perché hanno capito che le montagne sono belle, soprattutto fuori dalle piste battute.

Ricordo che quando iniziai a praticare lo scialpinismo, a circa metà degli anni 90, erano pochi gli appassionati che lasciavano la loro effimera traccia nella neve vergine lontano dalle piste battute.

Mi capitava spesso di trovare sulla cima di qualche montagna gli stessi sci alpinisti che avevo incontrato il mese prima o addirittura la settimana prima. Bene o male ci si conosceva tutti, eravamo in pochi a fare quella cosa, solo pochi eletti. Adesso le cose non sono più così. Ogni inverno che passa vedo sempre facce nuove a testimonianza del fatto che, quello dello scialpinismo, è un movimento in continua ascesa.

sci alpinisti

Discesa dal Grossgeiger

Come per l’arrampicata (boulder, trad, falesie multipitch, vie classiche) anche lo scialpinismo ha visto nascere delle varianti al suo interno parallelamente allo sviluppo di nuovi materiali sempre più specifici. Proprio partendo dal presupposto che il mondo è bello perché è vario e usando un po’ di ironia, ho individuato diversi modi di interpretare lo scialpinismo.

Diversi modi di vivere lo scialpinismo

  • Lo sportivo-competitivo: è quel tipo che, con la tutina attillata e con attrezzatura minimalista-ultraleggera, risale a ritmo “indiavolato” pendii e piste da sci sia di giorno con la luce che di notte con la frontale. Arrivato alla fine della salita, guarda subito l’orologio poi toglie frettolosamente le pelli dagli sci e si fionda giù senza badar troppo allo stile il più velocemente possibile. Arrivato dove ha parcheggiato la macchina controlla un ultima volta l’orologio, carica gli sci e parte verso casa più veloce di quando è arrivato. E’ sempre di corsa e solo una volta tornato a casa trova un po’ di pace. Quasi tutte le domeniche partecipa ad una gara ammazzandosi di fatica per vincere qualche gadget da far vedere agli amici…
  • Il rider: é quello a cui importa solo della discesa, è quello che ti dice sempre che ha trovato la polvere anche quando ci sono 20 gradi sopra lo zero. Si riconosce da lontano dal passo lento e dall’attrezzatura pesante e voluminosa. Quando sale sbuffa di continuo lamentandosi che si fa sempre troppa fatica e che non è allenato. Quando finalmente deve scendere si accorge subito che la neve fa schifo anche questa volta e che anche oggi non riuscirà ad imitare le evoluzioni del rider di turno visto la sera prima nell’ultimo DVD. Arriva al parcheggio e chiama la moglie per dirle che ha trovato polvere perché ormai gli altri amici rider non gli credono più. Carica gli sci in macchina e una volta a casa per consolarsi riguarda ancora una volta quel benedetto DVD già visto almeno un centinaio di volte.
  • L’esclusivo: é quello amante degli itinerari lontani da tutto e tutti. Peccato che per quei benedetti cento metri di pendio veramente esclusivi normalmente si sciroppi dagli 800 ai 1000 mt di dislivello con gli sci in spalla nella fitta vegetazione,  oppure in alternativa una stradina noiosissima che sembra non finire mai. Ciò che lo sostiene nella sua caparbietà è il pensiero di essere stato tra le prime cinque persone al mondo a sciare in un determinato posto. Questo gli basta per sopportare ore di fatiche tremende dove lo sci è solo un lontano ricordo. E’ colui che parte con il buio e torna con il buio facendo preoccupare ad ogni week end mogli, genitori e parenti. E sciare mai?
  • Il romantico-esploratore: è quello di vecchio stampo, normalmente ha più di 50 anni, conosce meticolosamente il nome di tutte le montagne, è sempre contento e sorridente. Se per caso lo incontri, non ti molla più, perché ti deve elencare le gite degli ultimi 3 anni. Quando sale fa foto quando scende anche. Arrivato giù al parcheggio, prima di tornarsene a casa si fa fare un’ultima foto da un passante accanto ai suoi gloriosi sci che proprio quel giorno hanno compiuto 15 anni…

E voi in che categoria di sci alpinisti vi riconoscete?

 

 

 

 

9 commenti
    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Si in effetti hai ragione, ho buttato giù di getto in un paio di ore le prime cose che mi sono venute in mente. Mi sa che quando avrò tempo, visto il successo del post seguirò il tuo consiglio di integrarlo con altre categorie 🙂 Si accettano consigli

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  1. Ricky
    Ricky dice:

    Cavolo… perchè mi riconosco in tutti e 4? Sono proprio vecchio? O forse mi piace troppo lo scialpinismo per dover scegliere una tipologia…
    Io comunque aggiungerei una categoria: quelli che hanno un solo scopo… fare dislivello, TANTO! Partire all’alba e tornare al tramonto, non importa con che ritmi, non importa con chi, basta stare in montagna il più possibile, magari patendo le pene dell’inferno per fatica, freddo, caldo, ma non si torna fin che non fa buio.
    Ops… mi ritrovo anche in questi.
    In pratica io giro con la tutina, cerco di andare nei posti più strani, ma cerco anche una bella sciata, mi piace fare qualche foto da far vedere agli amici, però parto all’alba e torno al tramonto…. vedi? Sono tutte e 5 le categorie. ahahaha

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Ciao Ricky, bello questo tuo modo “olistico” di vivere lo scialpinismo!
      In effetti ci starebbero bene non una ma almeno altre 2 o tre categorie. Non si sa mai in futuro potrei sempre fare un upgrade all’articolo, visto il successo che sta riscuotendo
      un saluto e grazie per il tuo commento

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      • Gino
        Gino dice:

        Assolutamente da includerre nelle categorie è L’IDEALISTA sci-rocciatore. Abituato ad arrampicare, durante l’estate in inverno non sa che fare perchè non ha voglia di fare cascate. Quindi in si butta sullo scialpinismo dove generalmente scia da cani e si capotta ogni tre curve.Per lui gli sci sono solo un mezzo per il raggiungimento della vetta, per non sprofondare, infatti sciare dopo non è importante basta arrivare giù. Costui odia le forcelle e quando trova un pezzo di roccia libero dalla neve prova ad arrampicare con gli scarponi da sci.

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        • Fabrizio Vago
          Fabrizio Vago dice:

          Insomma mi pare di aver capito che per L’IDEALISTA sci-rocciatore lo scialpinismo è un mero ripiego! Comunque fa bene anche a lui ogni tanto cambiare sport, almeno per qualche giorno lascia in pace dita, spalle e braccia sollecitate tutto l’anno dalla scimmia che ha per la roccia. Grazie per il commento

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  2. simone 83
    simone 83 dice:

    Bo.il dislivello la sciata la neve bella o brutta….. Per come la vedo io lo scialpinismo è puro sentimento per le grandiose montagne. Se c’è fatica meglio. Mi sfogo. Se si sale tranquilli mi godo d più il paesaggio. Se la sciata non è fantastica poco male. Se si è in compagnia stupendo. Se si è soli spirituale. È difficile per me spiegare quello che mi da la montagna. Quando sono in quei posti mi sento più completo e vivo. Per me lo scialpinismo è solo un mezzo d trasporto per essere proprio dove vorrei essere.

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