freeride nelle Dolomiti

Freeride nelle Dolomiti: 5 domande a Francesco Tremolada

Freeride nelle Dolomiti, ovvero la possibilità di sciare liberi disegnando la propria traccia immergendosi nella natura delle montagne più belle del mondo! Passare delle giornate indimenticabili con gli amici alla ricerca della powder migliore e delle discese più emozionanti coronando questi momenti unici con una buona birra in rifugio.

Si perchè freeride è vita, è adrenalina che scorre, è respirare a pieni polmoni, è stare bene con se stesso e con gli altri. Farlo nelle Dolomiti poi è un esperienza che auguro a tutti di provare almeno una volta nella vita. Freeride è però anche un’attività potenzialmente pericolosa che va affrontata con grande responsabilità, preparazione e approfondita conoscenza in materia di sicurezza.

Proprio per questo, per parlare di questo argomento, ho voluto coinvolgere Francesco Tremolada, Guida Alpina di Corvara esperto freerider e profondo conoscitore delle Dolomiti nonchè autore della completissima guida Freeride in Dolomiti (edizione Versante Sud) dove vengono descritti ben 100 itinerari tra Marmolada, Sassolungo, Sella, Lagazuoi, Cinque Torri, Tofane e Cristallo.

Freeride in Dolomiti. Ediz. italiana e inglese

Freeride sulle Dolomiti: 5 domande a Francesco Tremolada

1) Quale è la particolarità del freeride nelle Dolomiti rispetto ad altre zone delle Alpi?

Sicuramente il paesaggio, unico e vario, che cambia continuamente anche durante un solo itinerario. Un paesaggio caratterizzato da pareti verticali, stretti canali e il tipico colore della roccia dolomitica. Un’altra particolarità è poi l’assenza di competizione presente in altre località più famose; se si escludono gli itinerari più noti, comunque mai troppo affollati, si scia spesso da soli e senza tracce…

freeride nelle dolomiti2) Qualche tuo consiglio per chi non è mai stato a fare freeride nelle Dolomiti?

Gli itinerari più belli sono sempre un po’ nascosti e richiedono una certa esperienza. Affidarsi ad una guida del posto permette di scoprire il meglio di queste montagne.

3) Tre itinerari di freeride nelle Dolomiti  da non perdere in ordine di difficoltà?

Sicuramente una discesa in Marmolada con la neve polverosa, una Val Mesdì (Sella) percorsa con le luci del tardo pomeriggio e l’emozione di un canale “simbolo” come la Valscura del Sassongher potrebbero essere un perfetto mix per conoscere le Dolomiti.

4) Anche nelle Dolomiti, seppur in ritardo rispetto all’estero, si stanno creando appositi spazi segnalati e gestiti dediti al freeride come ad esempio il Col Margherita freeride park. Cosa ne pensi?

Se gestiti bene credo siano una cosa positiva, soprattutto per chi si avvicina al freeride; è importante insegnare ad essere attrezzati correttamente, e che a volte non si può proprio andare! Grazie ai passaggi ripetuti degli sciatori sul pendio e al controllo dello stesso da parte di chi gestisce l’area, si ha una maggior sicurezza. Naturalmente bisogna poi evidenziare come nelle aree non controllate le cose siano ben diverse e occorra valutare con attenzione la stabilità dei pendii e sapersi orientare nei percorsi.

5) Per finire una domanda a carattere più generale: quale può essere la strada alternativa ai soliti divieti assoluti di fuori pista per abbassare il rischio insito nella pratica di questa attività da parte di un crescente numero di appassionati?

Vietare è sempre la cosa più facile, ma anche quella che serve meno. L’ideale sarebbe promuovere una cultura della montagna che invece di criminalizzare le attività potenzialmente pericolose, insegni come gestire i rischi. Vi sono già alcune belle iniziative che si muovano in questo senso, ma per allargare la base ci vorrebbe l’aiuto della scuola e dei media.

Da parte mia condivido pienamente quello che in ultimo  ha detto Francesco e cioè che ci vorrebbe più cultura della montagna. Non ci si improvvisa freerider, così come non ci si improvvisa sci alpinisti. Non basta nemmeno saper sciare bene in pista o aver fatto gare! Non basta nemmeno aver comprato l’ARVA (bisogna saperlo anche usare)! Occorre ben altro per praticare questa splendida attività con un accettabile margine di sicurezza. Gradualità nell’affrontare i diversi itinerari, conoscenza della montagna e delle condizioni di stabilità del manto nevoso costituiscono la base per divertirsi consapevolmente. Se non vi sentite sicuri, o siete alle prime esperienze ma volete ugualmente regalarvi qualche bella discesa di freeride nelle Dolomiti c’è sempre Francesco insieme ad altre Guide Alpine che vi accompagneranno incontro ai vostri sogni.

Per contattare Francesco Tremolada visionare il sito della scuola Alta Badia Guides www.altabadiaguides.com oppure il suo blog www.proguide.it

Francesco Tremolada e la scuola Alta Badia Guides collaborano con Scarpa, K2, Haglofs, Uvex.

Foto Gallery image credit Francesco Tremolada

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  1. upnews.it scrive:

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