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Valanghe: le dieci false credenze che ti possono fregare

E’ inverno e capita spesso di sentire parlare di valanghe o slavine. Alla TV, al bar, in seggiovia se ne sentono di cotte e di crude. Tutti sanno tutto o almeno pensano di saperlo! Tante persone fanno grandi discorsi con pochi dubbi dispensando regole certe e schematiche! Siamo un po’ tutti allenatori di calcio si sa… La montagna invernale con la sua complessità e la sua imprevedibilità invece non guarda in faccia nessuno e ogni anno mischia le carte in gioco infischiandosene alla grande di preconcetti e di false credenze.

Neve e valanghe? Più si sa e più si comprende di non sapere! Questo è il mio personale pensiero su questo argomento! Ma vediamo di analizzare insieme alcune false credenze così tanto dure a morire.

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Le dieci false credenze più diffuse su neve e valanghe

  1. Fa molto freddo e quindi non si corre alcun pericolo. Falso! Convinzione tra le più diffuse e più pericolose. Il freddo intenso che segue una nevicata ritarda la trasformazione e l’assestamento del manto nevoso. Brevi nevicate con spessori ridotti seguite da lunghi periodi di bel tempo e freddo favoriscono la formazione della “brina di profondità”da gradiente termico elevato, assai insidiosa perchè costituita da grani a calice e sfaccettati. Questi strati deboli, difficilmente riconoscibili costituiscono dei piani di slittamento favorevoli per i successivi spessori che si andranno a depositare in caso di nuove nevicate. Questo strato debole può perdurare all’interno del manto per parecchio tempo a volte fino in primavera. Viceversa quando dopo una pioggia o un periodo di elevate temperature segue un marcato crollo termico, il manto nevoso tende ad assestarsi e gli strati al suo interno a consolidarsi tra loro.
  2. Inverno con poca neve uguale pericolo di valanghe minore. Falso! Sembrerà incredibile ma negli inverni con poca neve il numero di incidenti da valanga è tre volte maggiore rispetto in quelli con molta neve. Il punto 2 si lega molto al punto 1. In un inverno freddo e con poca neve non si ha un buon assestamento del manto nevoso, inoltre sciatori ed escursionisti sono costretti a percorrere canali e conche con neve soffice trasportata dal vento che può staccarsi sotto forma di valanghe a lastroni.
  3. Gli incidenti da valanga succedono soprattutto quando il bollettino valanghe prevede un grado di pericolo forte(4) o molto forte (5). Falso! I gradi di pericolo 2 (moderato) e 3 (marcato) sono quelli in cui avvengono la maggior parte degli incidenti. Questo avviene abbastanza evidentemente perchè con i gradi di pericolo più elevati molte più persone rinunciano ad uscire. Anche con un grado di pericolo 1 (debole) non si è sicuri al 100% e occorre sempre valutare ogni pendio localmente.
  4. Al di sotto del limite del bosco non vi è pericolo di valanghe. Falso! Solo il bosco fitto costituito da vecchie e grandi piante (es abeti rossi o bianchi) è relativamente sicuro. Nel caso di pericolo 4 e 5 anche la sicurezza del bosco fitto va messa in discussione se al sopra di esso ci sono pendii che superano i 30°. A maggior ragione un bosco rado (es. di larici) non è mai troppo sicuro e occorre valutare di volta in volta localmente la situazione.
  5. Sul piatto e sul poco ripido mi sento sicuro. Falso! La valanga può cadere da molto più in alto. Decisiva è l’inclinazione dei pendii sovrastanti. Se essi superano i 30° non dobbiamo sentirci sicuri al 100% anche se camminiamo in piano a fondovalle. Viceversa gli altipiani dove sopra alla testa c’è solo il cielo sono tra i posti in piano più sicuri!
  6. Un pendio è già tracciato. La neve tiene, terrà anche il mio passaggio. Falso! Un lastrone soffice può resistere al passaggio di più sciatori o ciaspolatori ma rompersi come d’incanto in un punto preciso anche al centesimo passaggio. E’ già successo! Lo stesso lastrone può resistere al passaggio di uno sciatore ma non di due in posizione ravvicinata (aumenta il sovraccarico). Tuttavia i pendii regolarmente tracciati e battuti durante tutto l’arco dell’inverno risultano indubbiamente più sicuri di altri che rimangono vergini per lunghi periodi.
  7. E’ mattino presto e non si rischia. Falso! Soprattutto in inverno pieno non c’è orario per il distacco di valanghe a lastroni! In primavera, con l’aumento dell’escursione termica giornaliera si rischia sicuramente meno solo se la notte è stata fredda e limpida mentre nel caso di copertura nuvolosa con temperature sopra lo zero o di pioggia il pericolo di distacco di neve bagnata – pesante permane.
  8. Le valanghe si staccano spontaneamente in modo casuale. Falso! Grosse valanghe spontanee sono da aspettarsi nel caso in cui il bollettino indichi un grado di pericolo 4 o 5 (forte o molte forte). Nella maggioranza dei casi è proprio l’uomo che, con il proprio peso provoca la valanga.
  9. Asperità del terreno trattengono il manto nevoso. Falso solo in parte nel senso che è vero per le valanghe di fondo che si verificano soprattutto a primavera mentre le asperità del terreno possono fare ben poco nel caso di valanghe a lastroni che producono uno scivolamento tra strati non legati al terreno.
  10. Dopo la nevicata sono passati 3-4 gg. La neve si è assestata. Falso! E’ chiaro che appena dopo un’abbondante nevicata, soprattutto se accompagnata da vento, il pericolo è maggiore ma decisiva per la stabilità sarà il grado di  coesione tra il nuovo e i vecchi strati sottostanti.
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Zona di distacco di valanga a lastrone

Insomma è proprio un gran casino! Meglio non pronunciare le ultime parole famose e piuttosto fermarsi un attimo in più ad osservare bene quello che ci sta sopra e sotto i piedi. Leggere scrupolosamente il bollettino valanghe va sicuramente bene ma non dimentichiamoci anche di prendere utili info dai gestori dei rifugi e  dalle Guide Alpine di valle  che conoscono bene la storia del manto nevoso di un determinato luogo. E’ una storia diversa ogni inverno fatta di freddo, di caldo, di vento, di neve, di pioggia, che dura dalla prima nevicata fino al completo scioglimento di quel bianco mantello che tanto ci fa sognare.

Avere con sè e saper usare ARTVA, pala e sonda è fuori discussione, ma come da libretto di istruzioni L’ARTVA non ferma le valanghe!

8 commenti
  1. Renato
    Renato dice:

    Grande capitano parole sagge !! Vivi e rispetta l’ambiente che viviamo ed amiamo , mai sottovalutare ! Grazie per le chicche !!! Ciao a presto

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  2. Luca Sergio
    Luca Sergio dice:

    Ciao, c’è uno studio, dei dati a certificare un numero maggiori di incidenti da valanga nel punto due? Io sinceramente sto monitorando da 3 anni la parete est del Rosa, e con poca neve le valanghe sono meno. Perlomeno quelle spontanee, probabilmente però essendo la parete est non è frequentata in inverno e non va a incidere sugli incidenti…

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    • Fabrizio Vago
      Fabrizio Vago dice:

      Il mio discorso riguarda delle statistiche generali: negli inverni con
      poca neve si verificano più incidenti di quelli con tanta,
      Probabilmente certe montagne o certe pareti come la est del rosa fanno
      storia a se.

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      • giacomo
        giacomo dice:

        Vi sono due fattori concorrenti nelle stagioni con poca neve, la prima è il gradiente termico molto più elevato che determina una sfavorevole evoluzione del manto nevoso, la seconda è che, quando vi è poca neve, si va in cerca di dove se ne trova di più –> Accumuli magari su strati deboli. Per rispondere alla domanda sembra risultare che il rapporo tra valanghe osservate e incidenti raggiunga livelli congrui solo sui gradi di pericolosità più allti (4 o 5) mentre al di sotto non sembra un dato “significativo”.

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